Cartotecnica, saltato l’accordo «Nessuna garanzia per 22 operai»

14 Febbraio 2019

Martinsicuro, l’avvocato dei dipendenti che rifiutano la conciliazione spiega i motivi: «Solo in 21 sarebbero stati riassorbiti, agli altri solo impegni verbali e un contentino di 4mila euro lordi»

MARTINSICURO. La conciliazione proposta dalla Cartotecnica Egidi ai dipendenti, e preliminare alla cessione dell’azienda, non è stata accettata da una parte di essi. Il perché lo spiega in una nota l’avvocato Sigmar Frattarelli, quale legale di un gruppo dei lavoratori "dissidenti" della Egidi.
Frattarelli premette: «È accaduto che a causa di scelte gestionali che possiamo definire "poco fortunate", soprattutto nel corso degli ultimi tre anni, l'azienda è entrata in una profonda crisi, accumulando un debito considerevole che ora non è in grado di ripianare. Va detto quindi che questo è l'unico e principale motivo per cui i lavoratori oggi rischiano di perdere il loro posto di lavoro, e non certo per il fatto che molti di essi non intendono accettare l'accordo proposto loro dall'azienda (come invece si sta cercando di fare apparire in questi giorni)». E continua: «L'azienda attualmente avrebbe raggiunto una intesa con l'imprenditore Lorenzo Dattoli, proprietario della Carbotech (azienda anch'essa di Martinsicuro), che prevede l'acquisizione da parte di quest'ultima degli impianti produttivi della Cartotecnica Egidi a condizione tuttavia che tutti i dipendenti attualmente in organico alla Cartotecnica accettino la conciliazione proposta. Pare che a fronte del rifiuto dei dissidenti (circa 13) Dattoli abbia ritirato la proposta di acquisizione. Il nodo tuttavia riguarda proprio le condizioni di tale conciliazione».
Per Frattarelli «il paventato accordo proposto dall'azienda prevede la conservazione del posto di lavoro (con l'impresa subentrante) soltanto per 21 dei 43 dipendenti della Cartotecnica. Per gli altri 22 invece nessuna garanzia e nessun futuro, solo un irrisorio "contentino" economico. Si asserisce da parte dell'azienda che per i dipendenti esclusi vi sarebbe comunque una presunta garanzia di essere reintegrati in futuro qualora l'attività produttiva dovesse ripartire con profitto, oltre ad un emolumento economico immediato di 4mila euro e la garanzia di rimanere in cassa integrazione per un altro anno e mezzo. In realtà», sottolinea l’avvocato, «la promessa di essere reintegrati in futuro altro non è che un mero impegno virtuale non vincolante, e non costituisce affatto una garanzia di conservazione del posto di lavoro. Analogamente la promessa di prosecuzione della cassa integrazione non costituisce affatto una garanzia per i lavoratori, anche perchè la Cartotecnica ha presentato domanda di concordato preventivo e gli scenari futuri immediati sono rimessi, da un lato, alla serietà e fattibilità del piano di concordato che deve essere a breve presentato e, dall'altro, alla volontà dei creditori».
Per quanto concerne poi l'emolumento economico di 4mila euro che è stato proposto ai lavoratori che resteranno esclusi dal piano di acquisizione, Frattarelli evidenzia: «Non viene neppure detto da parte dell'azienda che si tratta di 4mila euro lordi, cosicchè al netto si tratta di un importo certamente non commisurato al sacrificio che viene loro richiesto, ovvero di farsi da parte per favorire l'interesse aziendale di concludere l'operazione con Lorenzo Dattoli. Questi», conclude Frattarelli, «sono i motivi più che legittimi per cui i lavoratori dissidenti non intendono accettare le condizioni proposte dall'azienda che sono davvero penalizzanti e mortificanti».
Per oggi il sindaco di Martinsicuro Massimo Vagnoni ha indetto un incontro urgente in Comune con i dipendenti della Cartotecnica per discutere della vertenza, ma molti dei lavoratori che già hanno rifiutato l'accordo non vi prenderanno parte.(red.te)
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