Casa del Popolo, raccolta fondi riuscita: la salma del gambiano sarà rimpatriata

La salma di Ablie Cessay (nella foto), il 26enne gambiano morto circa un mese fa insieme alla 46enne teramana Alessia Sardella per le esalazioni di monossido sprigionate da un braciere di fortuna in...
La salma di Ablie Cessay (nella foto), il 26enne gambiano morto circa un mese fa insieme alla 46enne teramana
Alessia Sardella per le esalazioni di monossido sprigionate da un braciere di fortuna in una vacchia palazzin abbandonata di via Longo, potrà tornare nel suo Paese d’origine grazie alla raccolta fondi promossa dalla Casa del Popolo. Raccolta che in pochi giorni è riuscita a mettere insieme la somma necessaria per il rimpatrio. Lo rendono noto gli attivisti della Casa del Popolo che scrivono: «La cittá di Teramo nella tragedia si è dimostrata più forte e migliore di quella che spesso siamo portati a pensare . Ora che il trasporto si può finanziare continueremo a raccogliere donazioni per aiutare la famiglia a dargli una degna sepoltura nel suo paese nativo. La Casa del Popolo è stata solo un collettore, a realizzare questo atto di giustizia sono state le cittadine e i cittadini di Teramo, con una generosità e un’urgenza inaspettati. In questa occasione invece tutti e tutte dobbiamo esserne orgogliosi, abbiamo mostrato cosa vuol dire prendersi cura della propria comunità. Ora che il trasporto si può finanziare continueremo a raccogliere donazioni per aiutare la famiglia a dargli una degna sepoltura nel suo paese nativo». La tragedia è avvenuta nei primi giorni di dicembre in uno dei palazzoni abbandonati e chiusi di via Longo dove le vite degli invisibili si sfiorano e si toccano nella disperazione di chi sopravvive.(d.p.)
Alessia Sardella per le esalazioni di monossido sprigionate da un braciere di fortuna in una vacchia palazzin abbandonata di via Longo, potrà tornare nel suo Paese d’origine grazie alla raccolta fondi promossa dalla Casa del Popolo. Raccolta che in pochi giorni è riuscita a mettere insieme la somma necessaria per il rimpatrio. Lo rendono noto gli attivisti della Casa del Popolo che scrivono: «La cittá di Teramo nella tragedia si è dimostrata più forte e migliore di quella che spesso siamo portati a pensare . Ora che il trasporto si può finanziare continueremo a raccogliere donazioni per aiutare la famiglia a dargli una degna sepoltura nel suo paese nativo. La Casa del Popolo è stata solo un collettore, a realizzare questo atto di giustizia sono state le cittadine e i cittadini di Teramo, con una generosità e un’urgenza inaspettati. In questa occasione invece tutti e tutte dobbiamo esserne orgogliosi, abbiamo mostrato cosa vuol dire prendersi cura della propria comunità. Ora che il trasporto si può finanziare continueremo a raccogliere donazioni per aiutare la famiglia a dargli una degna sepoltura nel suo paese nativo». La tragedia è avvenuta nei primi giorni di dicembre in uno dei palazzoni abbandonati e chiusi di via Longo dove le vite degli invisibili si sfiorano e si toccano nella disperazione di chi sopravvive.(d.p.)

