Casal Thaulero, via alla bonifica: demolita l’ex cantina sociale

Roseto, la struttura in abbandono da anni è stata abbattuta grazie all’intesa tra proprietari e Comune Nugnes: «Lo spazio sarà riqualificato con vantaggi per la collettività». Da valutare la destinazione
ROSETO . Demolita nei giorni scorso la storica ex cantina sociale Casal Thaulero tra Campo a Mare e via Santa Petronilla dismessa da decenni. L’area privata, divenuta una discarica, era in stato di degrado e grazie alle richieste negli anni di numerosi cittadini e soprattutto grazie alla battaglia portata avanti dal consiglio di quartiere si è arrivati alla bonifica. Il rudere è stato buttato giù e l'area dovrà essere sistemata grazie alla sinergia tra i proprietari e il Comune.
Al vaglio ci sono già ipotesi di riqualificazione. «La zona è nel tessuto urbano e non le si confà la destinazione artigianale e industriale», specifica il sindaco Mario Nugnes, «nelle manifestazioni di interesse sul suo recupero e nella programmazione connessa al Piano regolatore ci sarà di certo una prospettiva che indicherà un vantaggio per la collettività per quell'area. Il privato ha compiuto un atto di maturità, chiunque ha dei vecchi ruderi dovrebbe fare così». Al momento però non ci sono progetti urbanistici rivolti a quello spazio. «Guardo con favore e ammirazione all’azione del privato che ha ascoltato il bisogno dei residenti della zona», prosegue Nugnes, «non ci sono progetti ma l'area, già urbanizzata, avrà nel caso comunque una pianificazione omogenea». Il traguardo è stato raggiunto anche grazie all'impegno del consiglio di quartiere di Campo a Mare. «Abbiamo fatto un lavoro di sinergia», spiegano i consiglieri di quartiere ringraziando anche l'amministrazione comunale, «che ha portato a una vera svolta per l'urbanistica e il benessere del nostro quartiere». La futura destinazione d’uso dell’area potrebbe essere di tipo commerciale e residenziale, con la realizzazione anche di nuovi spazi dedicati alla collettività come parchi o campetti sportivi. Nel verbale del consiglio di quartiere, presentato a fine 2023, veniva spiegato come l’area avesse «un altissimo impatto a rischio ambientale» essendo in quello stato da circa trent’anni. Nel verbale veniva chiesta «un’azione forte e immediata con gli strumenti amministrativi a disposizione del sindaco» per l’immediata bonifica dell’intera area. Tra le richieste anche l’inserimento dello spazio «come zona di riqualificazione urbana nel nuovo Piano regolatore con parametri che possano generare una sinergia tra pubblico e privato per una soluzione definitiva».
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