Caso Stam, le analisi Arta rivelano fanghi fuorilegge

Colonnella, i materiali sono fuori dai parametri e devono essere rilavorati Il sindaco torna a chiedere alla Regione e alla Procura di fermare l’azienda
COLONNELLA. A luglio l’Arta aveva rimesso le prime valutazioni sulle emissioni in atmosfera da parte della ditta Stam di Colonnella evidenziando il superamento dei parametri, pur ritenuti non nocivi alla salute, ma considerati dalla popolazione fastidiosi all’olfatto perché rendono l’aria irrespirabile per chilometri. Ora le misurazioni sui prodotti di lavorazione, effettuate sempre dall’agenzia regionale di tutela ambientale, rivelano anche in questo caso parametri fuorilegge. Si tratta dei fanghi trattati e lavorati, stoccati nei capannoni dell’azienda situata lungo la fondovalle di Colonnella. Il superamento dei valori e la non conformità del prodotto hanno spinto il sindaco di Colonnella, Leandro Pollastrelli, a valutare altri provvedimenti. Il primo cittadino ha preso penna e carta e ha scritto alla Regione Abruzzo chiedendo la revoca dell’autorizzazione rilasciata all’azienda e alla procura della Repubblica di Teramo il sequestro cautelativo affinchè venga interrotta la lavorazione per evitare la produzione di miasmi, adesso in particolare che le temperature roventi dell’anticiclone africano acuiscono le puzze. «Il prodotto analizzato dall’Arta», prosegue Pollastrelli, «dovrà essere rilavorato per riportarlo ai parametri di legge». Il sindaco di Colonnella plaude al lavoro sinergico di Arta e Arpam Marche e dei sei sindaci delle due vallate (Martinsicuro, Colonnella e Controguerra per la Val Vibrata e Monsampolo, Monteprandone e San Benedetto del Tronto per la vallata del Tronto). «Grazie ai sindaci, questa volta abbiamo dei dati certi. Avevamo chiesto ad Arta e Asl di fare verifiche e le nostre supposizioni sono state certezze. La compattezza ha dato i suoi frutti».
Prima degli ultimi sviluppi, però, il capogruppo di Italia Viva in consiglio regionale delle Marche, Fabio Urbinati, era andato giù duro dichiarando: «Non mi spiego questo lassismo da parte delle autorità abruzzesi. Chiamo in causa direttamente la Regione Abruzzo, la Provincia di Teramo e il Comune di Colonnella. Dopo le anomalie riscontrate precedentemente, dopo le diffide effettuate dalla Regione Marche e dopo la mia informativa alla prefettura di Ascoli Piceno, chiedo tempestivi provvedimenti in quanto negli ultimi giorni la situazione dei miasmi è tornata ad essere insostenibile e insopportabile. Intanto mi sono attivato affinché la Regione Marche metta in campo tutte le azioni per superare questa mancanza di interesse da parte delle autorità abruzzesi».
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