Castrogno, per i detenuti ci sono colloqui via Skype con i familiari

13 Marzo 2020

TERAMO. Quando la paura si trasforma in rabbia tutto diventa più difficile. Il direttore del carcere di Teramo Stefano Liberatore lo sa bene. Lui che da vent’anni gira i penitenziari italiani con...

TERAMO. Quando la paura si trasforma in rabbia tutto diventa più difficile. Il direttore del carcere di Teramo Stefano Liberatore lo sa bene. Lui che da vent’anni gira i penitenziari italiani con esperienze a Sulmona, Brescia, Cremona e l’Opera di Milano di emergenze ne ha viste tante. La recente rivolta scoppiata negli istituti italiani, in particolare dopo la sospensione dei colloqui con i familiari per l’emergenza coronavirus, nei giorni scorsi ha sfiorato anche il penitenziario teramano con la protesta dei detenuti che hanno battuto oggetti contro le grate delle finestre.
A Castrogno il direttore ha autorizzato i colloqui via Skype tra detenuti e familiari e ha deciso di dare la possibilità ai reclusi di fare una telefonata al giorno per parlare con i familiari. «Abbiamo cinque postazioni», spiega Liberatore, «e da queste i detenuti che vogliono possono fare collegamenti via Skype con i familiari. È un contatto visivo che certamente aiuta a farli sentire meno soli in una situazione come questa in cui le paure si fondono con le incertezze. Questo momento è un banco di prova per tutti noi». Anche nel penitenziario teramano, come in tutti quelli italiani, sono state attivate le misure sanitarie di sicurezza con un container allestito all’esterno. «Tutta la gente che entra dall'esterno usa mascherine e guanti», continua Liberatore,«abbiamo fornito presidi a tutti e il fatto che siano indossati contribuisce a rassicurare notevolmente i detenuti. È importante che in questo momento venga rassicurati perché altrimenti non si riesce a contenere la protesta. Parlo continuamente con loro, così come è stato fatto nei giorni scorsi».
Nei giorni scorsi, infatti, quando a livello nazionale è scoppiata la violenta rivolta in molte carceri italiani con fughe e morti, a Castrogno, oltre che a battere oggetti sulle grate, qualcuno ha dato fuoco a un materasso nel reparto femminile generando attimi di tensione che, come sempre accade negli istituti di pena, hanno visto in prima linea gli agenti di polizia penitenziaria.(d.p.)
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