Centrodestra con il nodo Carusi La grande coalizione va in pezzi

Il sindaco Piccioni deve scegliere se accettare la candidatura del leghista o rompere con i partiti Le defezioni di Azione e Impegno civico mettono in dubbio “Più Tortoreto”. Lista pronta per Di Matteo
TORTORETO. La Lega mette con le spalle al muro Piccioni in vista delle comunali. Il no del sindaco uscente di Tortoreto all’ingresso in lista non del partito, ma del consigliere di opposizione in quota Lega Nico Carusi è al momento perentorio. Troppe frizioni in passato fra l’esponente del Carroccio e l’amministrazione comunale e in particolare, più recentemente, con il vice sindaco Francesco Marconi. Il nome di Carusi – che è vice coordinatore provinciale dei salviniani – resta divisivo. È un boccone amaro difficile da mandare giù a buona parte dell’amministrazione uscente che non si è mai opposta alla Lega, verso cui ha messo a disposizione caselle nella lista per le prossime elezioni, ma dice no all’esponente tortoretano della Lega.
Il partito, per bocca del coordinatore provinciale Jwan Costantini, ha rimesso al sindaco Domenico Piccioni la ricerca della soluzione al problema. Il centrodestra insomma – è la pregiudiziale posta dal coordinamento – deve andare unito al voto e tocca al primo cittadino dipanare la matassa: altrimenti, con i civici, i patti vanno a zero. Piccioni ha sempre ribadito che la sua è una lista civica, seppur vicina al centrodestra. Oggi, però, è più marcatamente politica con l’adesione a Fratelli d’Italia dell’assessore Giorgio Ripani e del consigliere Massimo Figliola.
Come se ne esce, dunque? Se Lega, Forza Italia e FdI ponessero il presupposto imprescindibile dell’unità con Carusi candidato consigliere, cosa accadrebbe? L’inserimento in lista del poliziotto e politico non è un’opzione ma una condizione posta a Piccioni. Quindi, delle due l’una: o il sindaco rinuncia a ogni sostegno partitico e va avanti, come cinque anni fa, con la lista civica cooptando i suoi dodici consiglieri uscenti, oppure ingoia il boccone per salvare l’alleanza e accoglie Carusi. Se Fratelli d’Italia mantenesse il patto con Lega e Forza Italia e Piccioni no, cosa farebbero Ripani e Figliola? Resterebbero fedeli al sindaco oppure, nel caso in cui il centrodestra facesse una propria lista con Carusi dentro e magari candidato sindaco, entrerebbero in questa?
Le cose non vanno meglio nel listone anti-Piccioni, finito a brandelli. Dopo l’abbandono da parte di Azione e di Impegno civico dell’ex sindaco Monti, uno dei padri ispiratori della grande coalizione con dentro il Pd di Lombi, del tavolo che avrebbe dovuto dare vita a “Più Tortoreto” resta ben poco e si pone la domanda sul futuro della coalizione avversaria di Piccioni. Chi non si scompone è Domenico Di Matteo. Lui la lista ce l’ha, anche se non lo dice apertamente, e avrebbe imbarcato anche un ex di Azione. Dunque, la sua “Obiettivo Tortoreto” è nella condizione di scendere in campo con un candidato sindaco che potrebbe essere lo stesso Di Matteo a cui Piccioni, tempo fa, aveva proposto un’alleanza mai concretizzata nei fatti. Insomma, a poco meno di due settimane dalla scadenza per la presentazione delle liste il caos regna sovrano a Tortoreto, dove le carte politiche si sono rimescolate ancora una volta.
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