Cerimonia del 25 Aprile con la staffetta partigiana Giuliana Valente, 92 anni

E il Centro Arendt fa polemica: «La città non ha mai riconosciuto il ruolo delle donne nella Resistenza, chiediamo intitolazioni di vie»
TERAMO. Il discorso più che mai appassionato del senatore Tonino Franchi, presidente provinciale dell’Anpi, e la presenza silenziosa ma carismatica di Giuliana Valente, 92 anni, staffetta partigiana che anche senza poter camminare ha voluto esserci; l’emozione del neo prefetto Fabrizio Stelo per il suo primo 25 Aprile a Teramo, città che nella storia della Resistenza conta più di qualcosa, e quella di vedere nelle mani di un nipote il gilet traforato dai proiettili di Bruno Chiavone, uno dei teramani uccisi dai tedeschi in ritirata nel giugno del ’44. Istantanee di una Festa della Liberazione vissuta, a Teramo e provincia, con la solita partecipazione e anche con spirito polemico. Perché è in polemica con le istituzioni la cerimonia “alternativa” dei giovani di estrema sinistra del Centro politico comunista Santacroce, e perché quest’anno si è aggiunta una polemica di stampo femminista.
La presidente del Centro di cultura delle donne Hannah Arendt, Guendalina Di Sabatino, ha scritto di «una celebrazione declinata rigidamente al maschile», aggiungendo: «Forse a Teramo non ci sono state donne martiri, ma è noto il ruolo che hanno svolto le staffette e le partigiane combattenti nell’importantissima azione di sostegno e collaborazione con il movimento di liberazione locale. Forse anche a loro dovrebbe essere dedicato un ricordo tangibile. Il Centro Arendt, ancora in attesa fiduciosa di risposte concrete e coerenti, il 25 aprile 2021, nel corso della celebrazione del 76° anniversario della Liberazione, in piazza Orsini consegnò, con la partecipazione di Giuliana Valente (partigiana bambina, già dirigente del Pci e vice presidente della giunta regionale d’Abruzzo), al sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto e all’assessora Ilaria De Sanctis, la proposta di intitolare cinque vie della città a cinque donne che parteciparono alla Resistenza, contribuendo alla nascita della Repubblica, tra queste le teramane Giovanna Di Filippo Mobili e Margherita Ammazzalorso». Di Sabatino ha rinnovato la richiesta, concludendo: «Onorare la memoria delle partigiane vuol dire onorare la memoria e la storia della Resistenza».
Il 25 Aprile è stato celebrato anche in altri centri della provincia e con varie modalità. A Giulianova c’è stata una cerimonia istituzionale in cui diplomi ministeriali alla memoria dei combattenti per la liberazione d'Italia sono stati consegnati ai familiari di Giuseppe Brecciaroli, Pasquale Falà e Pietro Macrillanti. Hanno ricevuto le medaglie ricordo dell'amministrazione comunale i nipoti e pronipoti di Flaviano Poltrone, ucciso dai tedeschi in ritirata. A Roseto si è ripetuta la biciclettata “La libertà che venne dal Mare” nei luoghi dove le "vele nere", le barche dei pescatori rosetani, portavano nel territorio liberato dagli alleati prigionieri e perseguitati. A Pineto c’è stata la novità della Camminata della Libertà, una passeggiata dal centro della cittadina al borgo collinare di Mutignano dove si è tenuta la tradizionale cerimonia in onore dei caduti per la libertà.(red.te)
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