Chiese, ricostruzione sbloccata: pronti 56 cantieri per 21 milioni

L’intervento sul duomo, già in corso, terminerà a dicembre: per San Berardo suonerà il campanone All’esame di Usr e Soprintendenza altri 46 progetti. Leuzzi: «Positivo il percorso avviato con Legnini»
TERAMO. Il duomo “impacchettato” per i lavori post-sisma è l’immagine simbolo di una ricostruzione che, dopo anni di incertezze e lungaggini, inizia a marciare a ritmo serrato anche per gli edifici sacri. I numeri elaborati dai tecnici che operano per conto della Diocesi fotografano una situazione ormai sbloccata, con la riapertura delle prime chiese tra le tante lesionate dal terremoto del Centro Italia, per un buon numero delle quali gli interventi partiranno a breve, ma ancora più di cento in attesa di finanziamento. La svolta è arrivata con l’ordinanza 105 del commissario per la ricostruzione Giovanni Legnini, dedicata agli edifici di culto dell’enorme cratere a cavallo di quattro regioni, che nei prossimi mesi dispiegherà appieno i propri effetti, consolidando il percorso.
I DATI DELLA RIPARTENZA
Sono 12 le chiese riaperte dopo la riparazione dei anni causati dalle scosse sismiche. Poche, in confronto alla mole degli edifici adibiti al culto lesionati e resi inagibili, ma è pronta un’infornata di progetti esecutivi che farà lievitare per l’estate il totale degli interventi avviati. Grazie proprio all’ordinanza 105, infatti, sono in partenza 56 cantieri, per un totale di 21 milioni di euro assegnati alla Diocesi. Altri 46 progetti sono stati consegnati a Ufficio speciale per la ricostruzione e Soprintendenza per i nulla osta finanziari e architettonici. Lavori di messa in sicurezza e blocco del deterioramento causato dai danneggiamenti sono stati già realizzati in 61 chiese. All’appello mancano ancora, però, 123 edifici sacri da rimettere in sesto, per i quali sono attesi finanziamenti che ammontano a circa 80 milioni di euro da stanziare, almeno in parte, con la prossima ordinanza del commissario. «Speriamo che arrivi entro l’anno», sottolinea Antonio Masci, responsabile dell’ufficio tecnico diocesano, «noi comunque siamo pronti: abbiamo fatto tutto quello che rientra nelle nostre competenze, rispettando le tempistiche previste, per cui aspettiamo solo l’input definitivo».
INTERVENTI EMBLEMATICI
Anche la ricostruzione degli edifici sacri sconta le difficoltà legate all’aumento dei costi delle materie prime e del mancato aggiornamento del prezziario degli interventi affidati alle ditte appaltatrici, ma l’auspicio di Masci è che Legnini intervenga anche su questo fronte, «confermando la sensibilità già dimostrata nel sopperire alle difficoltà in corso d’opera». La strada comunque è segnata e tra gli interventi avviati o prossimi alla partenza ce ne sono due particolarmente emblematici per la diocesi. Il restauro e miglioramento sismico del duomo e della torre campanaria, finanziato con 3,1 milioni, sono in piena lavorazione e per inizio dicembre dovrebbero arrivare a compimento. «L’obiettivo è far tornare a suonare il campanone per la festa di San Berardo», evidenzia Masci. Partirà in primavera e dovrebbe concludersi entro otto mesi, invece, l’intervento sull’antico Santuario di San Gabriele, a cui sono destinati 400mila euro. Per metà dell’anno prossimo, inoltre, è prevista l’ultimazione dei lavori in avvio sulle 56 chiese finanziate. «L’ordine di priorità degli stanziamenti non è stabilito da noi», spiega don Stefano De Rubeis, «ma abbiamo ben chiari i disagi e le aspettative delle comunità che attendono interventi».
un nuovo impulso
Il bilancio è positivo per il vescovo Lorenzo Leuzzi. «Sono molto contento del cammino per la ricostruzione degli edifici di culto promosso dal commissario straordinario», sottolinea, «è un grande dono per la crescita e la ripartenza delle nostre comunità che, con la riapertura al culto degli edifici sacri, ritrovano non solo le sorgenti della loro storia, ma un nuovo impulso a costruire una comunità capace di guardare al futuro delle nuove generazioni, con fiducia e rinnovato slancio progettuale».
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