Chiusura del punto nascita Oggi è il giorno decisivo al Tar

Atri, ieri sera giunta straordinaria sulla sanità al casa del sindaco convalescente dopo un’operazione Astolfi: il tribunale deve sapere che la Asl non ci ha dato le ambulanze attrezzate per mamme e bimbi
ATRI. Quello che si è svolto ieri sera nell’abitazione del sindaco di Atri Gabriele Astolfi ( costretto a letto da un intervento chirurgico) è stato un insolito summit straordinario di maggioranza in vista del pronunciamento del Tar (previsto per oggi) sul ricorso presentato proprio dal Comune contro la chiusura del punto nascita dell’ospedale San Liberatore.
Il primo cittadino denuncia: «La Asl di Teramo ha deciso di chiudere il reparto ma non ha ottemperato a ciò che prescrive il decreto, ossia dotare l’ospedale del servizio Stam e Sten (servizio di trasporto emergenza neonatale e materno) da Atri verso Teramo. Sul tema bisogna seguire un protocollo che al momento non è stato attuato. Vogliamo evitare che donne in attesa che si rivolgono alla struttura sanitaria di Atri rischino durante il trasporto verso il punto nascita di Teramo. La stessa Asl dice che questo servizio non è ancora attivo. Questo il Tar deve saperlo. Fermo restando la nostra contrarietà alla chiusura del reparto bisognava almeno prima aver assicurato un servizio di trasporto in sicurezza previsto dalla legge». E’ questo peraltro il nucleo di un esposto alla procura che il Comune sta depositando in queste ore. Astolfi continua: «Dopo ostetricia c’è il rischio che chiuda anche pediatria e che ad Atri rimanga solo il servizio di pronto soccorso h12 . Un declassamento totale dunque». Durante la serata a casa del sindaco si sono confrontate anche le diverse anime della maggioranza e si sono assunte decisioni circa le future azioni da porre in essere nei confronti della Asl. Sono state anche analizzate le varie ipotesi circa l’imminente decisione del Tar. Si è stabilito che qualora il tribunale rigetti il ricorso presentato dal Comune si farà sicuramente appello al Consiglio di Stato. Se il Tar invece, accoglierà la sospensiva del provvedimento di soppressione del punto nascita, automaticamente questo tornerà ad essere funzionante. Il sindaco ribadisce: «Prima di inaugurare le sale parto a Teramo andava messo in sicurezza il servizio trasporto da Atri, le ambulanze devono avere un infermiere a bordo, un neonatologo, l’autista del 118, un sistema di incubatrice, un kit di rianimazione».
L’assessore Giammarco Marcone riferisce: «Ho effettuato per conto del Comune una domanda di accesso agli atti all’ospedale di Atri, e ho acquisito la documentazione (già consegnata al nostro legale), in cui si evince che il direttore sanitario del presidio, Rossano Di Quirico, evidenzia delle criticità per l’assenza del servizio di trasporto Stam e Sten a causa delle quali si potrebbe addirittura mettere a rischio la sicurezza della partoriente e del nascituro». In altre parole, conclude Marcone «non sono mai state fornite delle ambulanze attrezzate come stabilito dal decreto del commissario D’Alfonso».
Domenico Forcella
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