Cimitero, via alla ricostruzione: piano da 2,5 milioni per i lavori

Il Comune vara il documento che avvia la progettazione di interventi in cappelle porticate e padiglioni Per le opere necessari nove mesi, le strutture sono vincolate e serve il nulla osta della Soprintendenza
TERAMO. Il Comune dà il via libera alla ricostruzione post-sisma del cimitero di Cartecchio. La giunta ha appena approvato, infatti, il documento di indirizzo progettuale per gli interventi di riparazione di cinque portici con cappelle e quattro padiglioni lesionati dal terremoto del Centro Italia. Si tratta di strutture nel nucleo storico del cimitero per le quali, dopo le scosse a cavallo tra fine 2016 e inizio 2017, sono state adottate misure di messa in sicurezza che ne hanno consentito la riapertura al pubblico. Con il provvedimento varato, dunque, l’amministrazione avvia la procedura per il pieno recupero e il consolidamento antisismico di questi spazi. Da spendere ci sono poco più di 2,5 milioni di euro, messi a disposizione con l’ordinanza firmata a dicembre 2022 dall’allora commissario per la ricostruzione Giovanni Legnini, che peraltro potrebbero non bastare al pieno ripristino delle strutture lesionate. «Abbiamo comunque compiuto un passo significativo verso il superamento dell’emergenza legata al sisma», spiega l’assessore ai lavori pubblici Giovanni Cavallari, «e per garantire la completa fruibilità del cimitero».
COSA PREVEDE IL PIANO
La giunta ha adottato il documento stilato dalla funzionaria Alessandra Di Giuseppe Cafà, responsabile del procedimento per ripristino e consolidamento dell’area cimiteriale, in cui sono dettate le linee d’indirizzo per la progettazione dell’intervento. Questo, oltre alla riparazione dei danni e al miglioramento sismico finalizzati a «restituire decoro e piena funzionalità dei luoghi cimiteriali interessati, da considerare sempre più come spazi di vita sociale, di memoria individuale e collettiva, di cultura e di educazione pubblica», dovrà comprendere anche soluzioni di efficientamento energetico, puntando su fonti rinnovabili, e l’abbattimento delle barriere architettoniche. Le cappelle porticate e i padiglioni interessati, proprio perché risalgono al primo insediamento cimiteriale, sono sottoposti a vincolo di tutela da parte della Soprintendenza. Per questo il progetto e le successive opere dovranno tener conto del necessario rispetto delle strutture originarie.
I TEMPI DELL’INTERVENTO
L’Ufficio ricostruzione del Comune ha stimato in nove mesi il periodo necessario per realizzare i lavori. Il documento d’indirizzo fissa però anche le scadenze relative alle diverse fasi progettuali. Entro due mesi dall’affidamento dell’incarico di progettazione andranno consegnati all’ente gli elaborati tecnici necessari all’indizione della conferenza dei servizi per l’acquisizione dei pareri della Soprintendenza e degli altri enti interessati al ripristino delle strutture lesionate. Stilato il verbale con le valutazioni sulla proposta progettuale è previsto un mese per l’adeguamento della documentazione alle eventuali prescrizioni che emergeranno dall’esame delle carte. Dalla definizione dello studio di fattibilità tecnico-economica con il conseguente affidamento dell’incarico partirà l’ulteriore scadenza di un mese per la progettazione esecutiva che precederà la gara d’appalto e l’apertura del cantiere. L’intervento dovrà agganciarsi comunque a quanto è stato già fatto per la messa in sicurezza e la riapertura ai visitatori di cappelle e padiglioni. Archi e volte sono stati puntellati con l’installazione di un sistema reticolare di tubi destinati a contenere eventuali cedimenti. Tra i colonnati, inoltre, sono state posizionate catene di rinforzo strutturale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

