Cipolletti, nuova causa alla Asl «Voglio rientrare al lavoro»

TERAMO. Da ieri lo storico urologo del Mazzini Vincenzo Cipolletti (attuale consigliere comunale di maggioranza a Teramo) è formalmente in pensione. Si tratta, per la precisione, di un...
TERAMO. Da ieri lo storico urologo del Mazzini Vincenzo Cipolletti (attuale consigliere comunale di maggioranza a Teramo) è formalmente in pensione. Si tratta, per la precisione, di un prepensionamento, che Cipolletti aveva concordato a suo tempo con la Asl. Ma dopo quell’accordo è subentrata una novità di non poco conto: Cipolletti, nel maggio scorso, è stato nominato responsabile del reparto di urologia dell’ospedale di Atri. Un incarico ottenuto grazie a una lunga battaglia legale, che ha visto l’urologo, a partire dal 2017, opporsi più volte con successo davanti ai giudici alla designazione di un altro medico come responsabile del reparto atriano. Alla fine, a maggio, la Asl si è arresa e ha ammesso il proprio errore, conferendo l’incarico a Cipolletti. Il quale a quel punto, essendo in vista il prepensionamento, ha chiesto alla Asl di restare in servizio. Ma la Asl gli ha risposto picche. Così Cipolletti si è rivolto al giudice del lavoro, impugnando l’atto con il quale l’azienda gli negava di rimanere.
«Vedremo cosa deciderà la magistratura», commenta l’urologo teramano, «io sono comunque sereno, anche se è ovvio che mi piacerebbe dirigere il reparto dopo che ho tanto lottato per avere quel riconoscimento». E sulla decisione dell’azienda di non farlo restare aggiunge ironicamente: «Certo è che, in un momento in cui c’è una drammatica carenza di medici ammessa dalla stessa Asl, in cui stanno chiamando a lavorare medici pensionati e medici militari e mettono gli specializzandi nei pronto soccorso, un momento in cui per i medici ospedalieri è impossibile fare i turni di servizio normali e i turni di reperibilità, che dovrebbero essere per legge al massimo dieci in un mese, diventano 16-18 in un mese, è singolare che io non possa restare al lavoro. Io che, peraltro, non ho né gli anni di servizio, essendo al lavoro in ospedale dall’89, né l’età per la pensione».
Cipolletti non aggiunge altro ma è evidente come le sue considerazioni riportino ai contrasti avuti con i vertici aziendali negli ultimi anni. Cipolletti è un esponente di spicco dello Smi (sindacato medici italiani) e in questa veste ha battagliato per anni con la Asl su diverse questioni. Insomma, il no dell’azienda al suo rientro non sarebbe affatto «singolare». In ogni caso, la palla ora è passata al giudice del lavoro.(d.v.)
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