Cittadella della cultura, Marsilio: «Soldi persi, è colpa dell’ateneo»

16 Febbraio 2024

Il governatore: «L’Università prima non ha rispettato i tempi, poi ha ritenuto sufficienti 20 milioni» Stilettate a D’Alberto: «La Regione non aveva alcun obbligo, ma ha rimesso i fondi. Il Comune che fa?»

TERAMO. Se si sono persi tempo e soldi la colpa è solo dell’Università, che non ha saputo portare avanti i progetti; la Regione non ha scippato niente a Teramo, anzi con l’accordo sui fondi di sviluppo e coesione ha dato più di quello che doveva sia per l’ex manicomio che per l’ampliamento di Veterinaria. È su questi due concetti che si nuove l’intervento del presidente uscente e ricandidato della Regione Marco Marsilio sulla questione dell’ex manicomio, immobile destinato nelle intenzioni dell’ateneo, soggetto attuatore del progetto, a diventare una Cittadella della cultura con una spesa complessiva che al momento è impossibile quantificare ed è finanziata solo in parte.
«I 38 MILIONI BASTANO»
Marsilio esordisce sostenendo che la nota inviata mercoledì dal rettore Dino Mastrocola «è stata travisata e strumentalizzata», sebbene ci sia poco da travisare quando il rettore scrive: «I 18 milioni assegnati per il lotto A dell’AgroBioServ, a fronte dei 21 richiesti, consentiranno la realizzazione di parte della seconda stecca del Dipartimento di Medicina Veterinaria e dell’ospedale veterinario. Il ripristino dei 20 milioni per la “Cittadella della cultura”, a fronte dei 35 richiesti, non è sufficiente a coprire l’intero progetto esecutivo validato: sono pertanto necessari ulteriori 7,9 milioni». Marsilio, però, sostiene: «Con i 18 milioni si fa un’intera stecca di Veterinaria e con i 20 si realizza un lotto funzionale molto ampio di un progetto che comunque al momento non si può fare integralmente. Non c’è alcun debito della Regione. Il sindaco D’Alberto insiste a dire che abbiamo scippato soldi alla città che dovremmo restituire, io rispondo: lui pensi a fare quello che è di sua competenza, visto che i cantieri in città ancora non si vedono. Noi a Teramo non abbiamo tolto, ma dato. Se 30 milioni sono stati tolti all’ex manicomio è solo per responsabilità dell’ateneo, che a suo tempo non ha saputo progettare. E il rettore non ha difficoltà ad ammetterlo».
LA STORIA DEI FONDI
Marsilio riparte dal principio, cioè da quando il suo predecessore Luciano D’Alfonso destina 35 milioni del Masterplan alla Cittadella della cultura di Teramo, «ma», puntualizza l’attuale governatore, «5 milioni non erano disponibili da subito, il finanziamento reale era di 30. Solo nel 2018 viene firmata la convenzione tra Regione e soggetto attuatore, cioè l’Università. Quando m’insedio io nel 2019 non c’era niente, nessun progetto. Nel 2020 arriva il Covid e il governo giallorosso fa una legge che storna all’emergenza i fondi delle opere che non hanno raggiunto le obbligazioni giuridicamente vincolanti. Il ministro della coesione di allora, Provenzano del Pd, ci scrive che il Masterplan di D’Alfonso fa acqua da tutte le parti e ci sono oltre 300 milioni a rischio definanziamento, e ci dice: prendete i fondi europei non spesi e spendeteli per il Covid, ed è quello che abbiamo fatto. Tra i progetti in ritardo c’erano sia l’ex manicomio che il polo Agrobioserv: l’ateneo ammette di non essere in grado di impegnare i soldi entro il termine utile per l’ex manicomio, invece insiste su Veterinaria e la Regione gli lascia 18 milioni. Quanto all’ex manicomio, stabiliamo di lasciare 2,1 milioni, il 7% dei 30, per completare la progettazione. Quindi, non si è perso un solo giorno per colpa della Regione. L’unico scippo è quello di Provenzano, che nell’accordo scrive che avrebbe restituito i soldi con gli interessi ma poi il suo governo. e neanche Draghi, lo hanno fatto. I soldi ce li ho rimessi io e nessuno mi obbligava a farlo: il sindaco di Teramo mi dovrebbe ringraziare».
LA RIPARTIZIONE concordata
Marsilio rivela che per il polo Agrobioserv dal 2020 «l’ateneo è riuscito a spendere solo 5 milioni, quindi ce ne ha fatti perdere 13. Anche qui avrei potuto dire “ciao”, invece a Teramo abbiamo dato un premio: l’ateneo doveva riavere 27,9 milioni, ne ha avuti 38. Perché ne sono andati 20 all’ex manicomio? È stata l’Università a dire che sotto i 18 milioni il polo di Veterinaria non si poteva fare, noi per la Cittadella della cultura volevamo darne almeno 27,9. I 20 che ha voluto l’ateneo sono sufficienti per partire e comunque il rettore ha evidenziato che l’intero progetto ne vale almeno 60, e chiede aiuto a tutte le istituzioni per trovare altri fondi. Il Comune», conclude con una domanda provocatoria il presidente, «ha qualche idea, vuole contribuire in qualche modo? Di sicuro è ora di finirla con questa storia che dobbiamo restituire soldi a Teramo: noi non siamo debitori, semmai creditori».
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