Concordato Di Gennaro, al voto il piano per i 62 milioni di debiti
Tortoreto, l’11 ottobre si terrà l’adunanza dei creditori che dovrà decidere per l’omologa o il fallimento Problemi in uno stabile in viale Orsini a Giulianova: fuga di gas per allacci abusivi alla rete del metano
TORTORETO. Momenti decisivi per il concordato preventivo della Di Gennaro costruzioni di Tortoreto. L’11 ottobre dinanzi al giudice delegato Giovanni Cirillo si terrà l’adunanza dei creditori che avranno 20 giorni di tempo per dire la propria e decidere se omologare o meno il concordato. Il tutto, ovviamente, in base alla relazione che i commissari giudiziali Nicola Rossi e Carlo Del Torto stanno ultimando proprio in questi giorni. I commissari cioè stanno facendo delle valutazioni sui beni immobili di proprietà di Di Gennaro, costituiti da terreni per 7,5 milioni di euro, quasi tutti in territorio di Campli e in 27,9 milioni di fabbricati, a Tortoreto e Giulianova.
Tutto a fronte di una situazione debitoria di 62 milioni 414mila euro. Si tratta di un concordato liquidatorio con cessione beni “pro soluto” in quanto non garantisce la percentuale di soddisfacimento ai creditori, ma nel caso di surplus, cioè di maggiori somme in entrata, questo verrà assegnato ai creditori. In particolare i creditori chirografari verrebbero soddisfatti al 9,29% su un fabbisogno di 27 milioni 310mila euro. La proposta presentata dai fratelli Flavio e Serafino Di Gennaro, legali rappresentanti della Di Gennaro costruzioni, prevede il pagamento integrale dei creditori prededucibili (2 milioni circa, la maggior parte per spese di giustizia), degli ipotecari (29 milioni circa), dei privilegiati (3 milioni 900mila).
La copertura del fabbisogno del concordato dipende dalle valutazioni dei commissari, che in questi giorni stanno appunto verificando i valori esposti nella proposta dalla società debitrice. A parte i terreni, la valutazione riguarda circa 340 appartamenti e locali commerciali.
La parte più cospicua – soprattutto in termini di valore – è nel complesso “Orsini 63”, uno stabile a Giulianova, all’angolo fra viale Orsini e via Ippodromo. In questo edificio di prestigio, composto da tre corpi, ci sono una sessantina di appartamenti. Poco più di una decina sono stati venduti, gli altri sono occupati a vario titolo, alcuni si presuppone anche abusivamente. Infatti ci sono vetri e portoncini sfondati. E qualche giorno fa sono dovuti intervenire anche i vigili del fuoco. I proprietari infatti avvertivano un forte odore di gas e alla fine si è scoperto che qualcuno, tramite dei tubi flessibili, si era allacciato abusivamente a un contatore del gas non potendo, probabilmente, sottoscrivere un regolare contratto. I vigili del fuoco hanno immediatamente rimosso il pericoloso impianto “volante” causa della perdita di metano, ripristinando la sicurezza. Ma l’intenso via vai di inquilini, molti dei quali stranieri, resta. Una situazione generale che preoccupa i proprietari.
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