Consegnate ai terremotati casette senza gli allacci dell’elettricità

31 Dicembre 2017

Il capogruppo di opposizione Tiberii: «Completo solo un terzo delle Sae, non si poteva aspettare?» La replica del sindaco Minosse: «Tocca agli occupanti chiedere il contatore, che poi arriva subito»

CORTINO. «Perché inaugurare in pompa magna le casette antisismiche e consegnare le chiavi ai beneficiari se non erano pronte? Perché non aspettare qualche giorno in più?». Comincia così l’attacco del capogruppo di opposizione del Comune di Cortino, Marco Tiberii, al sindaco Gabriele Minosse sulla consegna, avvenuta mercoledì scorso, delle venti soluzioni abitative emergenziali (Sae) dislocate in cinque siti del territorio e destinate agli sfollati con casa inagibile. Cerimonia che ha visto la partecipazione del commissario del Governo alla ricostruzione Paola De Micheli, del governatore Luciano D’Alfonso e di varie istituzioni a livello parlamentare, regionale e locale e autorità. A detta di Tiberii i moduli non sono pronti per accogliere gli occupanti perché mancano gli elementi elettrici. E il caso è approdato anche sul Tg5 andato in onda due sere fa. «Di Sae ne sono complete circa un terzo e alla consegna delle chiavi in molte di esse mancavano i quadri elettrici, i contatori e persino le prese di corrente», prosegue Tiberii, «mi chiedo e si chiedono i cittadini: ma perché consegnare le chiavi quando una casa è incompleta? Stiamo prendendo in giro la gente? E non è questione di allacci, ma di elementi necessari per far funzionare le utenze e quindi per viverci. Ci sarebbe piaciuto che qualcuno dei politici presenti avesse preso le distanze dall’accaduto, ma niente si è mosso».
E alcuni beneficiari dei moduli la pensano come il capogruppo di minoranza. «La mia casetta nel capoluogo è del tutto incompleta: mancano luce, gas e acqua», rincara la dose Rosalba Marinelli , «gli allacci si fanno prima della consegna e avremmo potuto già provvedere a fare la richiesta. Tuttavia da ieri gli operai sono al lavoro, almeno qualcosa si è mosso e tengo a precisare che non sto facendo politica, ma parlo a tutela di noi terremotati».
Il sindaco Minosse si difende. «Abbiamo fatto tutto quello che era di nostra competenza», replica, «la richiesta generica di allaccio alle utenze c’è stata, ma spetta poi al cittadino e quindi al beneficiario del modulo fare la domanda per l’allaccio del contatore; solo dopo si può collaudare e attivare la caldaia. Le casette sono pronte e ieri in quelle della frazione di Pagliaroli erano già attivi gli allacci. Peraltro l’Enel per velocizzare il tutto ci ha proposto anche la richiesta di allaccio per via telefonica. Una volta che gli occupanti delle Sae hanno adempiuto a fare la domanda i nostri operai che sono già operativi attivano le utenze in poche ore».
Tiberii interviene, infine, anche sulla scelta della location dove sono stati accolti gli ospiti dell'inaugurazione. «Perché scegliere un ristorante a Teramo quando qui c’è un’attività che avrebbe potuto preparare il tutto? Si parla sempre di difesa del territorio e poi si va altrove». E il primo cittadino replica concludendo che «l’unico ristorante che c’è è chiuso da settembre, ma comprendo Tiberii, che non sa niente del territorio. Qui non ci abita e non viene mai. Come fa a sapere le cose?».
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