Corte dei Conti, Minosse accusa: «Il nuovo sindaco sapeva tutto»

Botta e risposta tra l’ex amministratore e il nuovo primo cittadino sul disavanzo di 365mila euro: «Tiberii quando era consigliere di opposizione ha votato le due delibere approvate sulla questione»
CORTINO. «Tiberii sapeva del disavanzo tecnico, che così si chiama, di 365mila euro perché quando era in opposizione ha votato le due delibere che avevano in oggetto quella somma e con le quali abbiamo risposto alla Corte dei Conti. I bilanci del Comune di Cortino degli ultimi quindici anni sotto la mia amministrazione sono perfetti e ho lasciato un fondo cassa di oltre un milione di euro». È la replica dell’ex sindaco di Cortino per tre mandati Gabriele Minosse all’attuale primo cittadino Marco Tiberii che nei giorni scorsi ha reso noto come il Comune della Laga sia stato diffidato dalla Corte dei Conti «per un disavanzo di 365.615,83mila euro emerso nel rendiconto del 2021 per somme provenienti da disavanzi accumulati dal 2016, quindi dall'amministrazione Minosse, a causa di una non corretta gestione contabile» e annunciando un piano di rientro in tre anni con la vendita della scuola di Casanova, dell’ex caserma forestale e del Centro servizi di Padula. «Tiberii sa tutto sul disavanzo tecnico che continua a chiamare erroneamente debito perché ha votato, insieme a tutta l’opposizione, le due delibere a riguardo», prosegue, «quella del 24 maggio 2017 dove spiegavamo alla Corte dei Conti che la somma era un’anticipazione di liquidità presso la Cassa depositi e prestiti al quale il Comune era stato costretto perché aveva anticipato per conto dell’Ato teramano somme necessarie per il pagamento dei mutui del servizio idrico integrato e quello per i piccoli Comuni per 309.922,34 euro e per problemi di liquidità nell’anticipo delle somme per lavori finanziati sovracomunali. E quella del 30 giugno 2020 nella quale avevamo preso atto delle azioni correttive segnalate dall'organo costituzionale di controllo e ci eravamo impegnati ad attivare le misure di adeguamento sul successivo documento contabile utile». L’ex sindaco contesta, poi, il piano di rientro approntato dal Comune. «Essendo un disavanzo tecnico i soldi sono vincolati e tra tre anni si può rientrare con le anticipazioni di cassa, senza dover vendere nulla», incalza, «anche perché i beni che vuole vendere sono nella maggior parte inagibili e con pratiche sisma avviate e finanziamenti ottenuti dalla mia amministrazione che si perderebbero».
Minosse allarga, infine, il discorso all’intero operato amministrativo del suo successore. «Tiberii crede di essere ancora in campagna elettorale e accusa me per coprire la sua inerzia», dice, «la fabbrica di pellet non è mai stata messa in funzione e la stazione di rifornimento della benzina è ferma da più di due mesi. A inzio mandato gli ho lasciato oltre un milione di fondo cassa; il consiglio che gli posso dare è di rivolgersi al Bim, visto che ha un assessore, e chiedere i soldi».
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