Crescono le donazioni di organi Il medico: «Grazie ai familiari»

25 Gennaio 2024

La coordinatrice Asl De Remigis: «Con l’ultimo gesto di grande generosità quattro vite si salveranno Molto è stato fatto grazie al processo di umanizzazione delle cure nei reparti di rianimazione» 

TERAMO. I gesti raccontano il coraggio e la forza dei familiari di guardare oltre. Perché nessuna scelta è mai facile. Quella della donazione degli organi resta una delle più difficili soprattutto in assenza di una volontà codificata della persona che viene a mancare.
L’ultimo caso avvenuto all’ospedale di Teramo, che coincide con la prima donazione dell’anno dopo i nove del 2023, racconta l’amore di tre figli che insieme hanno detto sì alla donazione degli organi del loro papà 60enne deceduto per un improvviso malore: quegli organi (fegato, reni e cornee) salveranno quattro persone.
Una scelta che racconta una consapevolezza diversa maturata negli ultimi anni anche e soprattutto grazie al processo di umanizzazione delle cure avviato ormai da tempo nel reparto di rianimazione e terapia intensiva che consente ai familiari di poter essere presenti. Ed è proprio questo a fornire una lettura diversa e più completa degli ultimi dati così come spiega con le parole più adatte la dottoressa Santa De Remigis, coordinatrice aziendale Asl per donazione degli organi. «L’approccio dei familiari è cambiato e sicuramente in questo ha fatto molto il processo di umanizzazione con l’apertura delle rianimazioni ai familiari dei pazienti. Negli ultimi anni si è invertito il trend di opposizione alla donazione». Ed è chiaro che a fare la differenza è il personale medico, e non solo, laddove riesce a veicolare messaggi di condivisione in momenti di grande dolore. Condivisione anche di esperienze personali. Come quella vissuta dalla dottoressa De Remigis che ricorda: «Avevo 15 anni quando il mio papà venne ricoverato in rianimazione. Non ho mai dimenticato quella porta chiusa e il non sapere cosa potesse succedere. Oggi le cose sono cambiate, tanto si è fatto e il processo di umanizzazione delle cure in questi reparti ha veramente cambiato l’approccio dei familiari all’argomento della donazione degli organi».
A supportare il tutto, naturalmente, una rete locale, regionale e nazionale che mette in campo forze e professionalità pronte ad attivarsi in pochissimo tempo laddove si annuncia un espianto e quindi, successivamente, dei trapianti. E proprio in questi giorni, da ieri e fino a domani, a Roma si tengono gli “Stati generali della Rete Trapiantologica Italiana”: un incontro annuale che rappresenta un momento importante di confronto.
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