Crisi, Tancredi punta sul 17 «La maggioranza è questa»

5 Maggio 2016

Il deputato di Ncd si riferisce al numero dei consiglieri che hanno approvato il piano finanziario della Team: «Ripartiamo da loro e andiamo avanti»

TERAMO. «Ripartiamo dalla maggioranza che c’è, poi parleremo con gli altri». Per il deputato Paolo Tancredi, punto di riferimento teramano dell’Ncd, se c’è un numero che pesa nella soluzione della crisi in Comune è quello dei consiglieri ancora fedeli al sindaco Maurizio Brucchi. I diciassette che in consiglio hanno approvato il piano economico finanziario del “porta a porta” sono l’estensione della rappresentanza politica riunita lunedì dal primo cittadino per valutare le mosse che potrebbero salvare l’amministrazione e con loro bisogna arrivare dal’altra parte del guado. «È questo il numero che ha dato senso alla riunione», insiste il parlamentare, «abbiamo una maggioranza che ha votato il provvedimento in aula e da lì si riparte, senza voler escludere gli altri».

Con i fuorisciti, i quattro consiglieri di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale e del gruppo Al centro per Teramo, il dialogo sarà dunque impostato solo sulla base delle conclusioni a cui eventualmente approderà il tavolo politico espressione dell’attuale maggioranza. «Ognuno indicherà le proprie condizioni, ciò che ritiene utile sia sul programma che sull'assetto della giunta», osserva Tancredi, «sempre riconoscendo il margine di autonomia del sindaco». La parola d’ordine, condivisa lunedì da tutti i convenuti all'incontro, resta «discontinuità», da declinare per deleghe, numero e nomi degli assessori ma anche, suggerisce il deputato, per la comunicazione a tutti i livelli. «Va gestita meglio sia all’interno che verso l’esterno», asserisce Tancredi, «i problemi si discutono e si risolvono in maggioranza prima di darli in pasto all’opinione pubblica». La discontinuità in giunta è da intepretare secondo la numerologia in voga tra gli alleati. “Teramo soprattutto” di Alfonso Di Sabatino Martina punta sul taglio degli assessorati da nove a sei, che però non troverà applicazione; Gatti non ha preferenze tra pari e dispari e Tancredi fa notare che un primo ridimensionamento già c’è stato con le dimissioni dell’esponente di “Al centro per Teramo” Giorgio Di Giovangiacomo.

«Non abbiamo ancora parlato della giunta, ma adesso è a otto», spiega il parlamentare, «e su questo lasceremo autonomia al sindaco». Di sicuro Tancredi difende l’operato dei tre assessori targati Ncd. «Hanno fatto un ottimo lavoro», sostiene, ricomprendendo nel giudizio anche suo fratello Marco sul quale «le uniche critiche che sento sono riferite al fatto che si chiama Tancredi». La discontinuità, però, impone il cambiamento e il deputato si dice pronto «a discutere di tutto». L’importante, secondo lui, è riannodare il filo politico che tiene insieme la coalizione. «Se il principio è che l’unica giunta buona è quella in cui ci sono io, qualunque numero non risolve il problema», conclude, «dobbiamo tornare a parlare delle questioni amministrative».

Per il coordinatore provinciale di Forza Italia Vincent Fanini la discontinuità non va presentata come bocciatura in blocco della gunta in carica. «Gli errori vanno corretti, un bagno di umiltà fa bene», chiarisce, «ma i cambiamenti devono essere interpretati nel segno del rilancio dell’azione amministrativa». Il dirigente del partito berlusconiano incassa la rinnovata fiducia che lunedì gli alleati hanno manifestato nei confronti di Brucchi, vicecoordinatore regionale dei suo stesso partito. «Al sindaco è stato assegnato un ampio mandato per la rivisitazione dell’assetto in giunta», annuncia Fanini, «e da parte nostra, come da parte di tutti gli altri, ci sarà la massima collaborazione e disponibillità». Forza Italia si rimette, dunque, alle determinazioni che il sindaco dovrebbe condividere già lunedi prossimo, quando tornerà a riunirsi il tavolo politico della maggioranza. Fanini vede prospettive incoraggianti: «Sono molto fiducioso, nella scorsa riunione ho trovato persone serie, responsabili e con un grande bagaglio politico e culturale: il contrario di chi pensa alla difesa del proprio orticello».

Gennaro Della Monica

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