D’Alberto ad Asl e Regione: subito tamponi a tutto il personale che lavora in ospedale
Due i messaggi che Gianguido D’Alberto ha inviato ieri sull’emergenza coronavirus. Il primo, su Fb, riguarda la tempistica in cui vengono comunicati ai sindaci i dati sui contagiati. Ad esempio, fa...
Due i messaggi che Gianguido D’Alberto ha inviato ieri sull’emergenza coronavirus. Il primo, su Fb, riguarda la tempistica in cui vengono comunicati ai sindaci i dati sui contagiati. Ad esempio, fa notare D’Alberto, ieri i contagiati in città erano 15 (di cui 11 in isolamento domiciliare), ma le comunicazioni ufficiali erano ancora ferme a 11.
Il secondo messaggio riguarda la necessità di fare tamponi a tutto il personale sanitario, anche alla luce del caso-Oncologia. «È inammissibile: il personale sanitario non è carne da macello, sono uomini e donne eroi di questo tempo ma non angeli votati al martirio; sono soldati in trincea, in questa guerra invisibile e senza armi: preservare loro significa preservare la sanità pubblica e con essa tutti noi cittadini. Non è possibile andare avanti come fatto fin ora, con pochissimi tamponi, effettuati spesso in modo estemporaneo, i cui esiti si vengono a sapere con giorni di ritardo, con personale costretto a continuare ad erogare prestazioni senza sapere il proprio stato di salute. Meglio tutelare la salute di eventuali operatori positivi, o eccessivamente esposti, mettendo gli stessi in quarantena o in assistenza domiciliare, piuttosto che esporre i presidi ospedalieri a diventare potenziali e pericolosissimi focolai. Ne va della salute di tutti, da ciò dipende l’esito della sfida epocale che stiamo affrontando». D’Alberto, anche in qualità di presidente della conferenza dei sindaci Asl chiede «con chiarezza e determinazione» che tutto il personale negli ospedali sia sottoposto a tampone. «L’Izs, che ringrazio per il lavoro encomiabile che sta portando avanti, oltre che per aver dimostrato ancora una volta la straordinaria eccellenza di tutto il suo personale, si occuperà in maniera prioritaria di elaborare i risultati di tali tamponi, nel tempo più breve possibile». E poi D’Alberto ritiene importante fare tamponi al maggior numero possibile di cittadini, partendo dai casi sintomatici ed allargandosi a famigliari, amici, vicinato.
Il secondo messaggio riguarda la necessità di fare tamponi a tutto il personale sanitario, anche alla luce del caso-Oncologia. «È inammissibile: il personale sanitario non è carne da macello, sono uomini e donne eroi di questo tempo ma non angeli votati al martirio; sono soldati in trincea, in questa guerra invisibile e senza armi: preservare loro significa preservare la sanità pubblica e con essa tutti noi cittadini. Non è possibile andare avanti come fatto fin ora, con pochissimi tamponi, effettuati spesso in modo estemporaneo, i cui esiti si vengono a sapere con giorni di ritardo, con personale costretto a continuare ad erogare prestazioni senza sapere il proprio stato di salute. Meglio tutelare la salute di eventuali operatori positivi, o eccessivamente esposti, mettendo gli stessi in quarantena o in assistenza domiciliare, piuttosto che esporre i presidi ospedalieri a diventare potenziali e pericolosissimi focolai. Ne va della salute di tutti, da ciò dipende l’esito della sfida epocale che stiamo affrontando». D’Alberto, anche in qualità di presidente della conferenza dei sindaci Asl chiede «con chiarezza e determinazione» che tutto il personale negli ospedali sia sottoposto a tampone. «L’Izs, che ringrazio per il lavoro encomiabile che sta portando avanti, oltre che per aver dimostrato ancora una volta la straordinaria eccellenza di tutto il suo personale, si occuperà in maniera prioritaria di elaborare i risultati di tali tamponi, nel tempo più breve possibile». E poi D’Alberto ritiene importante fare tamponi al maggior numero possibile di cittadini, partendo dai casi sintomatici ed allargandosi a famigliari, amici, vicinato.

