D’Alberto ai giudici di Venezia: due mesi per il sì al socio Team

17 Ottobre 2019

TERAMO . Il nuovo assetto societario della Team va chiarito entro due mesi. È il termine indicato dal sindaco Gianguido D’Alberto nella lettera inviata al tribunale di Venezia, che ha attivato la...

TERAMO . Il nuovo assetto societario della Team va chiarito entro due mesi. È il termine indicato dal sindaco Gianguido D’Alberto nella lettera inviata al tribunale di Venezia, che ha attivato la procedura di riaffidamento della quota privata, finita sotto curatela fallimentare, della società partecipata. La questione evidenziata dal primo cittadino resta sempre la stessa. Le lungaggini nella conclusione della procedura che ha visto la Comir di Stefano Gavioli, ex amministratore delegato della Team, presentare l’offerta migliore per rilevare la quota dell’Enertec, società fallita di proprietà dello stesso imprenditore veneto, protraggono lo stato d’incertezza relativo alla gestione della raccolta differenziata dei rifiuti in città. Nella missiva, dunque, D’Alberto chiede spiegazioni sulla mancata chiusura del procedimento di riassegnazione della quota privata e fissa in 60 giorni la scadenza a suo giudizio improcrastinabile per definire la vicenda. «Servono certezze», ribadisce il primo cittadino, «per regolarizzare la situazione e tutelare società e lavoratori». Il mancato insediamento del socio privato, con l’ufficializzazione dell’affidamento della quota privata a Gavioli, non consente infatti di pianificare il futuro della Team né di riprogrammare la gestione ormai scaduta del “porta a porta”.
Il sindaco entro due mesi si aspetta di veder arrivare in città il nuovo socio privato, con cui concordare i passi successivi per la società di cui il Comune detiene la maggioranza e per il servizio, o comunque di ottenere dal tribunale di Venezia il via libera all’indizione di una nuova gara a doppio oggetto. Questa procedura di evidenza pubblica, finalizzata sia all’individuazione del nuovo socio privato che alla riassegnazione degli incarichi relativi alla cura dell’igiene urbana, sarebbe l’unica strada percorribile per riportare i rapporti tra Comune e Team nel perimetro della regolarità. «In assenza di risposte chiare», precisa il sindaco, «potremmo solo ricorrere alle soluzioni estreme, avendo come riferimento sempre la salvaguardia del personale». Le alternative in quel caso sarebbero l’affidamento in house a una società interamente pubblica, caratteristica che è solo del Mote, o una gara limitata alla gestione dell’igiene urbana.
Gennaro Della Monica
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