D’Alberto sull’uscita dei renziani «La loro posizione era ambigua»

Per il sindaco l’abbandono della coalizione da parte di Italia Viva non è stata una sorpresa La replica dell’ex vice sindaco Marroni: «Lui ha imbarcato i suoi avversari politici alle elezioni»
TERAMO. «Non ho mai compreso né ritenuto accettabile l’appoggio flessibile». Per il sindaco Gianguido D’Alberto l’ufficializzazione dell’uscita dalla maggioranza di Italia Viva, partito nel quale sono confluiti i consiglieri civici di “Teramo 3.0”’ Giovanni Luzii e Osvaldo Di Teodoro, insieme all’ex Pd Flavio Bartolini, non è una sorpresa. «La maggioranza non è un luogo fisico, uno spazio misurabile in un posto», sottolinea il primo cittadino riferendosi alla collocazione del gruppo renziano, che finora ha occupato i banchi dell’alleanza a sostegno dell’amministrazione e probabilmente resterà lì, evitando lo spostamento verso la parte opposta dell’aula.
Il senso di appartenenza, per D’Alberto, si esprime in un modo ben più incisivo: «Significa stare dentro percorso che ha rafforzato il suo spirito originario». Rispetto a quanto chiarito nell’immediatezza del rimpasto di febbraio, che ha lasciato fuori dalla giunta l’ex vicesindaco Maria Cristina Marroni, che aveva appena sposato la proposta renziana dopo l’elezione con “Teramo 3.0”, e ribadito nei giorni scorsi, dopo l’ennesimo screzio tra ex, il sindaco precisa di non aver nulla da aggiungere. I suoi inviti alla chiarezza, all’uscita dai tatticismi addebitati al gruppo civico già in occasione delle elezioni regionali e provinciali e rafforzate con l’adesione a Italia viva, in aperto contrasto con la linea marcata da D’Alberto su Ruzzo, Bim e altri enti enti, sono rimasti lettera morta. «Un accordo strutturato con forze avverse sia politicamente che amministrativamente a questa amministrazione», fa rilevare D’Alberto, «significa mantenere un’ambiguità non tollerabile». La scelta, insomma, è consequenziale: «Si sta dentro o si sta fuori, non c’è altra possibilità», taglia corto D’Alberto. Nessuna flessibilità è concepita in questo approccio, ma la possibilità di dialogo non tramonta mai del tutto. «La porta resta aperta», conclude il primo cittadino, «a me interessa che chi sta dentro continui a sostenere il percorso secondo il suo spirito originario». Proprio queste ultime parole, però, suscitano la reazione di Marroni. «Mi fa sorridere sentire il sindaco che parla di spirito originario», afferma l’ex vice sindaco, «dopo che lui ha imbarcato due candidati sindaci avversari, uno dei quali era stato già designato da Morra come suo futuro vice e l'altro proveniente da una lunga esperienza di centrodestra». Il riferimento è a Giovanni Cavallari, che ha preso il suo posto al fianco di D’Alberto dopo il rimpasto, e a Mauro Di Dalmazio, entrato in maggioranza con Graziano Ciapanna contestualmente al riassetto della giunta. «Fa sorridere l’autogol che fa a se stesso», chiosa Marroni commentando sempre le affermazioni di D’Alberto. Dalla maggioranza arriva la presa di posizione dell’ex capogruppo del Pd Luca Pilotti, neanche lui sorpreso per la mossa di Italia Viva: «Sono usciti da una maggioranza in cui solo loro pensavano di essere rimasti dopo febbraio. La decisione fa comunque chiarezza rispetto a dichiarazioni precedenti che stridevano del tutto con i comportamenti e le affermazioni in consiglio comunale».
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