D’Ascenzo: l’inverno è terribile, ho dato cibo a un bimbo che non mangiava da due giorni
L’associazione Kerjgma durante l'anno acquista grosse quantità di derrate alimentari che vengono inviate via via in Moldavia e nel magazzino concesso dalla Asl raccoglie vestiario, scarpe, giocattoli...
L’associazione Kerjgma durante l'anno acquista grosse quantità di derrate alimentari che vengono inviate via via in Moldavia e nel magazzino concesso dalla Asl raccoglie vestiario, scarpe, giocattoli che arrivano da benefattori da tutta la provincia. «Dopo la fase iniziale di maggiore curiosità molta gente si è persa, ma è rimasta una piccola catena umanitaria», spiega il presidente Sergio D’Ascenzo, «noi lavoriamo soprattutto con l'autotassazione, basterebbero 10, 20, 30 euro, che nella quasi totalità dei casi vengono spesi per spese di trasporto e per le derrate alimentari».
D’Ascenzo racconta che la situazione peggiore è nelle campagne a nord, quasi al confine con l’Ucraina. L’inverno è durissimo. «Le famiglie vivono in casette fatte con blocchi di terra e tetti di eternit, con una stufa al centro, attaccate alle stalle. Il bagno sta nell'orto e consiste in un buco con quattro tavole sopra», racconta D’Ascenzo, «il pozzo se sei fortunato è vicino, sennò si fanno chilometri per andare a prendere l'acqua, e quindi mantenere gli animali è difficile. Mi è capitato di dare del cibo un bambino che non mangiava da due giorni. L’associazione romena a cui facciamo capo noi distribuisce buste con viveri per far sopravvivere le famiglie due-tre settimane. Quelli che fanno ancor più tenerezza sono i bambini, molti ormai li ho visti crescere. Ho impressi i loro occhi che sprizzano gratitudine quando porti loro un giocattolo o uno zaino per portare i libri di scuola».
Nell’ultimo viaggio D’Ascenzo ha fatto anche un’esperienza a Soroca: «È la capitale rom dell'est Europa, che ospita un intero quartiere rom. Qui si viene a contatto con una comunità di diverso genere rispetto a quella che conosciamo noi in Italia, che vive di sotterfugi. Loro sono commercianti che aiutano moltissimo i poveri e i malati». Chi volesse contattare l’associazione può farlo sulla mail kerjgma@gmail.com o al numero 3487250411.
D’Ascenzo racconta che la situazione peggiore è nelle campagne a nord, quasi al confine con l’Ucraina. L’inverno è durissimo. «Le famiglie vivono in casette fatte con blocchi di terra e tetti di eternit, con una stufa al centro, attaccate alle stalle. Il bagno sta nell'orto e consiste in un buco con quattro tavole sopra», racconta D’Ascenzo, «il pozzo se sei fortunato è vicino, sennò si fanno chilometri per andare a prendere l'acqua, e quindi mantenere gli animali è difficile. Mi è capitato di dare del cibo un bambino che non mangiava da due giorni. L’associazione romena a cui facciamo capo noi distribuisce buste con viveri per far sopravvivere le famiglie due-tre settimane. Quelli che fanno ancor più tenerezza sono i bambini, molti ormai li ho visti crescere. Ho impressi i loro occhi che sprizzano gratitudine quando porti loro un giocattolo o uno zaino per portare i libri di scuola».
Nell’ultimo viaggio D’Ascenzo ha fatto anche un’esperienza a Soroca: «È la capitale rom dell'est Europa, che ospita un intero quartiere rom. Qui si viene a contatto con una comunità di diverso genere rispetto a quella che conosciamo noi in Italia, che vive di sotterfugi. Loro sono commercianti che aiutano moltissimo i poveri e i malati». Chi volesse contattare l’associazione può farlo sulla mail kerjgma@gmail.com o al numero 3487250411.

