Depuratore da ampliare: è scontro in consiglio

29 Maggio 2023

MARTINSICURO. Nell’ultimo consiglio comunale i gruppi di Europa Verde e Bene comune, ovvero le consigliere Marta Viola e Simona Lattanzi, hanno evidenziato la più convinta contrarietà per l’intervento...

MARTINSICURO. Nell’ultimo consiglio comunale i gruppi di Europa Verde e Bene comune, ovvero le consigliere Marta Viola e Simona Lattanzi, hanno evidenziato la più convinta contrarietà per l’intervento di ampliamento, già in corso, del depuratore di Martinsicuro: un’opera da 3,7 milioni di euro finanziata e realizzata da Ruzzo Reti. «Il depuratore dove si sta effettuando l’ampliamento», hanno detto, «è in un’area lungo il Tronto a grave rischio alluvione, quindi da delocalizzare. Torniamo a parlarne in questi giorni, in cui abbiamo visto partire il cantiere, proprio mentre accadevano le tragedie dell’Emilia Romagna, che neanche questa volta serviranno come monito per chi governa. Al momento ci sono grandi possibilità di finanziamento per le opere di messa in sicurezza di zone in dissesto idrogeologico, perciò risulta superficiale la scusa dei fondi da reperire, come anche le lungaggini di un progetto di delocalizzazione: sappiamo bene che opere come questa hanno bisogno di tempi tecnici, ma se non si fa partire un confronto e una progettazione, non si farà mai. Stessa cosa per il sovrappasso carrabile che, come abbiamo più volte ribadito, è un’opera necessaria per la sicurezza delle persone e la salvaguardia del territorio. Martinsicuro non ha vie di fuga, né di soccorso in caso di alluvione. Chiediamo all’amministrazione di interrompere in autotutela i lavori in corso».
A fine seduta è arrivata la risposta del sindaco Massimo Vagnoni e dell’assessore alla protezione civile Marco Cappellacci che hanno ribadito che i lavori di ampliamento sono necessari e permetteranno al depuratore di servire circa 45mila residenti, aggiungendo che per delocalizzarlo servirebbero dai 10 ai 15 milioni di euro, spesa per adesso impensabile. Secondo gli amministratori occorrono decenni prima che l’erosione del Tronto raggiunga l’impianto, e sono in previsione dei lavori per rafforzare l’argine del Tronto nella parte abruzzese. (s.d.s.)