Di Bonaventura: «Ai Prati tutto pronto manca solo la neve»

24 Dicembre 2019

Il presidente della Provincia replica alla Casa dei Comuni: «In quattro anni hanno bloccato e danneggiato l’ente» 

TERAMO. «Gli impianti ai Prati sono già pronti. Manca solo la neve». A due giorni dalla nota con cui i consiglieri di minoranza della “Casa dei Comuni” stigmatizzavano, affidandosi all’ironia, il presunto immobilismo dell’amministrazione provinciale su impianti e opere pubbliche, arriva la replica del presidente Diego Di Bonaventura.
Nel rigettare tutte le accuse al mittente l’amministratore rivendica tutte le azioni messe in campo dalla sua maggioranza, a partire proprio dal rilancio di Prati di Tivo. «In quattro anni la “Casa dei Comuni” ha bloccato e danneggiato il nostro ente», tuona Di Bonaventura, «basta pensare agli impianti di Prati di Tivo e Prato Selva completamente chiusi e alla società che li gestiva lasciata con 800mila euro di debiti. Da quando ci siamo insediati abbiamo fatto tutto il necessario per rilanciare la stazione e oggi gli impianti sono pronti. Il problema è che ci sono 18 gradi e la neve non c’è». A replicare alla minoranza anche i consiglieri delegati alla viabilità e lavori pubblici Lanfranco Cardinale e Gennarino Di Lorenzo, che elencano tutte le attività svolte dall’ente. «Per quanto riguarda Prati di Tivo abbiamo realizzato tutti gli interventi di manutenzione straordinaria», sottolinea Cardinale, «abbiamo installato gli Obelix e abbiamo redatto il piano di sicurezza. Tutti gli adempimenti di nostra competenza sono stati espletati. Per quanto riguarda le captazioni d’acqua per il funzionamento dei cannoni non dipendono da noi». Sulla stessa linea l’intervento del collega Di Lorenzo, che ribadisce come la Provincia abbia svolto tutti i lavori necessari. Di Bonaventura, Cardinale e Di Lorenzo replicano poi anche sul tema delle opere pubbliche e degli investimenti, elencando le diverse emergenza che si sono trovati ad affrontare dal loro insediamento a oggi. Di Bonaventura cita «il ponte sul Vomano e il ponte ciclopedonale Roseto-Pineto, con lavori mai partiti e il rischio di perdere i finanziamenti», così come le «circa 50 imprese mai pagate per sette milioni di euro di lavori, molte delle quali potevano rischiare il fallimento». Una situazione di stasi a fronte della quale l’amministrazione Di Bonaventura avrebbe subito avviato le procedure per sbloccare la situazione. Stesso discorso per quanto riguarda la viabilità. «Rispetto alle accuse di aver penalizzato la Val Vibrata in sede di ripartizione dell’avanzo vincolato», commenta Cardinale, «va detto che si tratta di fondi residui che vengono utilizzati per la manutenzione spicciola. La Val Vibrata ha beneficiato e beneficerà sia di interventi inseriti nel Masterplan che dei finanziamenti del Dm 49 (il decreto del ministero delle Infrastrutture che stanzia fondi per la manutenzione viaria ndr)». Di Lorenzo ricorda poi i fondi del primo stralcio Anas per la provinciale 8 di Civitella, «che ho riesumato quando mi sono insediato, presentando il progetto esecutivo all’attenzione dell’Anas», così come l’inserimento nel VI stralcio Anas della provinciale 53 che collega Civitella a Monte Piselli.«Scarpantonio non era mai riuscito a farla inserire nei precedenti cinque stralci», conclude, «nonostante fosse una strada chiusa e avesse la priorità. Oggi farebbero bene a tacere».
©RIPRODUZIONE RISERVATA