Di Bonaventura: «Il rimpasto ha calpestato la democrazia»

23 Giugno 2024

Il fondatore della lista Teramo Vive contro D’Alberto: «Io e Ilaria De Sanctis abbiamo lavorato bene, fatti fuori per intrallazzi politici. La mia candidatura alle regionali con Azione? Solo una scusa» 

TERAMO. «È stata calpestata la democrazia. Non si è tenuto conto di chi è andato a votare». Non si è fatta attendere la reazione dell'ex assessore Valdo Di Bonaventura, rimosso dal sindaco Gianguido D'Alberto dopo il rimpasto di giunta di metà settimana. In un'affollata conferenza stampa, svolta ieri al bar San Matteo, Di Bonaventura è andato all'attacco annunciando una manifestazione di protesta che si terrà giovedì mattina davanti alla sede del Comune e avanzando l'ipotesi di una raccolta di firme per chiedere le dimissioni di D'Alberto.
«I rimpasti non si fanno dopo un anno», ha dichiarato l'ex assessore, «vuol dire che qualcosa non va. Sia io che la collega Ilaria De Sanctis (esclusa anche lei dalla giunta, ndc) abbiamo lavorato bene nei nostri ambiti e non meritavamo un trattamento del genere. La mia lista Teramo Vive, alle ultime elezioni comunali, ha preso 2.111 voti. I numeri parlano chiaro e quei consensi hanno reso possibile la vittoria di D'Alberto. Con la decisione del sindaco, quindi, è venuta meno la rappresentatività elettorale dei teramani. Questo è il vero problema ed ecco perché poi molta gente non va più a votare. Ringrazio i tanti che mi hanno mandato messaggi di vicinanza e stima». A chi gli ha chiesto se la sua defenestrazione è stata il prezzo da pagare per essersi candidato alle regionali con Azione (che in Comune siede in opposizione), Di Bonaventura ha risposto: «È una scusa. Ho agito come indipendente, con l'impegno di aiutare Luciano D'Amico, tant'è vero che dopo qualche giorno ho comunicato di non aderire ad Azione. Quella candidatura, grazie ai miei 2mila voti, ha portato la provincia di Teramo ad avere quattro consiglieri in Regione. C'era ormai da un po' un atteggiamento negativo del sindaco nei miei confronti, mi sentivo un pesce fuor d'acqua. Non è vero che parlo male di lui. Io ho parlato male di certe scelte tipo gli interventi per l'Ipogeo, per il quale avevo un progetto che prevedeva la riproposizione della fontana, o la gestione dei parcheggi. Nelle decisioni importanti non sono mai stato preso in considerazione, il sindaco e Giovanni Cavallari (ex assessore ai lavori pubblici, ndc) hanno fatto gli scienziati. Alla base dell'esclusione mia e della De Sanctis ci sono intrallazzi e giochi politici. Mi auguro che chi adesso mi sostituisce potrà fare meglio di me. Ma non finirà qui», ha aggiunto l'ex assessore, «perché non può passare inosservata una cosa così grave. Faremo una manifestazione pacifica giovedì e non escludo una raccolta di firme per chiedere le dimissioni di D'Alberto».
Possibile, infine, un incontro di Di Bonaventura con Michele Raiola, espulso due giorni fa da Teramo Vive, per tentare di ricucire lo strappo tra il giovane consigliere e il gruppo.
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