Di Carlo: «Il turismo si salva se l’emergenza finisce entro Pasqua»

L’assessore e presidente degli albergatori di Giulianova teme un’estate crac: «Finora ci sono zero prenotazioni»
GIULIANOVA. «Gli italiani aiutino gli italiani». E’ quanto auspica Marco Di Carlo, assessore al turismo e presidente locale di Federalberghi, in seguito ai pesantissimi effetti che il coronavirus sta avendo sul comparto turistico. «Lo scorso anno, in questo periodo», spiega Di Carlo, «avevamo già acquisito il 20% delle prenotazioni estive. Ad oggi possiamo affermare che è tutto fermo e non sappiamo quando tornerà la normalità. Per domani era stata convocata la consulta del turismo per studiare alcune strategie in funzione della primavera-estate. Sulla scorta degli ultimi provvedimenti adottati a livello governativo abbiamo pensato di rinviare tutto a data da definire». La consulta avrebbe dovuto discutere di “ospitality card”, navetta per i turisti e nuovo sito internet interattivo dedicato. «L’estate, per quanto riguarda l’afflusso di ospiti a Giulianova, è in pericolo», sostiene Di Carlo, «speriamo di riuscire a salvarla, ma occorrerà quasi un miracolo. Dall’estero non credo arrivino persone, mentre per quanto riguarda l’Italia tutti i potenziali clienti in questo momento stanno pensando ad altro. Se gli effetti del contagio in corso cesseranno prima di Pasqua, allora potrebbero esserci degli spiragli per una stagione non completamente negativa. Al momento la situazione è quella che stiamo vivendo giorno per giorno e fare delle previsioni è molto azzardato. La speranza è che la situazione cambi in fretta». Secondo l’assessore al turismo e alle manifestazioni si sta facendo largo tra i colleghi albergatori l’idea di fermare temporaneamente le strutture ricettive. Lo stesso Di Carlo ammette: «Non nascondo che sto pensando di chiudere l’albergo per un breve periodo. Non esiste altra decisione da assumere per salvaguardare la salute dei dipendenti e dei loro familiari. La speranza di tutti è che ci sia il ritorno in fretta alla normalità e che il governo assuma dei provvedimenti a sostegno del settore».
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