Di Dalmazio anticipa i nomi di due assessori

3 Giugno 2018

Il candidato sindaco: «Atto di trasparenza e autonomia». Corona: «Voglio ridare dignità alle frazioni»

TERAMO. I primi due nomi li ha già pronti. Mauro Di Dalmazio, candidato sindaco di “Al centro per Teramo” e “Azione politica” li presenterà martedì mattina. Faranno parte della squadra che, in caso di vittoria elettorale, lo affiancherà in giunta. La scelta di svelare in anticipo, almeno parzialmente, i nomi degli assessori è presentata come la «dimostrazione della trasparenza e dell’autonomia» che muove l’azione politica del candidato sindaco. «Nessuna spartizione di potere, lontananza da equilibrismi e liberi da ogni imposizione», spiegano le due liste che lo sostengono, «scegliendo soltanto le persone più funzionali alla realizzazione del progetto per fare grande Teramo». Di Dalmazio aggiunge che «l’autonomia nella formazione della squadra di governo è fondamentale per l’individuazione di una giunta autorevole ed efficiente che sappia raggiungere gli obiettivi prefissati». Intanto, nel tardo pomeriggio di ieri, il candidato sindaco ha tenuto un comizio con aperitivo in piazza Sant’Anna. È stata l’occasione per presentare a una nutrita platea di sostenitori gli aspiranti consiglieri e il programma elettorale.
OLTRE. «Le frazioni hanno la stessa dignità del centro storico». Ad affermarlo Luca Corona, consigliere uscente e candidato nella lista civica “Oltre” che sostiene Giandonato Morra come aspirante sindaco. «Mi sono sempre battuto per i quartieri e le frazioni e spesso ho cercato, nel mio piccolo, di aiutare chiunque mi segnalasse un problema», ricorda, «purtroppo, in questi ultimi mesi, ho notato che la manutenzione del verde, della pubblica illuminazione e delle strade non viene più effettuata con la stessa assiduità rispetto al passato». Il candidato, che risiede a Villa Pavone, assicura un’inversione di rotta grazie all’impegno della sua lista nella futura amministrazione. «Per i prossimi cinque anni lavoreremo ogni giorno per il decoro di tutto il territorio comunale», sottolinea insieme al consigliere provinciale Federico Agostinelli che è l’ispiratore di “Oltre”, «per far sì che si ristabilisca un filo diretto tra il municipio, il centro storico, i quartieri e le frazioni». La lista «farà da cassa di risonanza in consiglio comunale alle istanze dei comitati di quartiere e di quei territori che si sono sentiti, negli ultimi mesi, abbandonati a se stessi».
TERAMO 3.0. In Comune ci sarà un regolamento del verde. È l’impegno preso dal candidato consigliere Gabriele Rizzo di Teramo 3.0”, lista schierata al fianco dell’aspirante sindaco Gianguido D’Alberto. Il provvedimento, che attualmente, manca servirà a gestire e salvaguardare gli spazi verdi sia pubblici che privati. «Un documento che vada oltre la consueta normativa in quanto affiancato dal coinvolgimento diretto dei cittadini», spiega Rizzo che è agronomo, «passando per la regolamentazione delle attività consentite nei parchi, in un'ottica di difesa del territorio, senza dimenticare le prescrizioni per la salvaguardia delle alberature». Sarà lui, dunque, a farsi promotore dell’iniziativa nei confronti della prossima amministrazione con il supporto degli ordini professionali che si occupano di questa materia.
POPOLO DELLA FAMIGLIA. Il videomessaggio è stato pubblicato su Facebook e tra candidati e sostenitori del “Popolo della famiglia che appoggia Morra. È l’appello rivolto dal giornalista e scrittore Mario Adinolfi, fondatore del movimento ultracattolico, al vescovo Lorenzo Leuzzi per riceverne aiuto in vista delle elezioni. A presule si chiede di sostenere gli aspiranti consiglieri del “Popolo della famiglia”. «Leuzzi è persona che sa ascoltare, è persona che mi conosce da tempo», afferma Adinolfi, «e io chiedo con grande nettezza al vescovo il sostegno ai laici cattolici che si stanno impegnando in questa campagna elettorale». Il giornalista e scrittore ricorda, tra l’altro, che nelle elezioni politiche del 4 marzo la lista del “Popolo della famiglia” «senza un euro, e senza copertura mediatica è venuto a prendersi più dell'1% in questa città». (g.d.m.)
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