Di Matteo: la Regione vuole salvare i fondi per fare le captazioni

22 Maggio 2019

Il consigliere regionale della Lega risponde all’appello di Tulini «Non possiamo sprecare l’opportunità di avere più acqua» 

VAL VIBRATA. Il consigliere regionale della Lega Emiliano Di Matteo vuole risolvere la questione del progetto di captazione delle acque nelle montagne civitellesi e dintorni ed ha trovato appoggio nell’assessore regionale Emanuele Imprudente per recuperare i due milioni di euro necessari. Dal consigliere comunale civitellese, Mario Tulini, Di Matteo aveva ricevuto sollecitazione perché la Regione portasse avanti il progetto di cui si occupò anni fa lo stesso Tulini. «Penso che questa opportunità non vada sprecata ritenendo importante aumentare la disponibilità idrica per la Val Vibrata e non solo», ha spiegato Di Matteo, «la necessità nasce proprio, per fortuna, dal forte aumento della popolazione in Val Vibrata in estate per motivi turistici. Ho trovato nell’assessore Imprudente la disponibilità a recuperare e utilizzare queste somme. È l’obiettivo che ci siamo dati ed io lavorerò ogni giorno per poterlo raggiungere».
L’allarme lanciato dal delegato del Comune di Civitella del Tronto alla Ruzzo Reti Spa, Mario Tulini, relativamente al rischio di perdere le finanze legate al progetto di captazione era stato indirizzato alla società acquedottistica e ai consiglieri e assessori regionali della Val Vibrata. «Sui monti della Laga e sulla Montagna dei Fiori c’è acqua a sufficienza per dissetare la Val Vibrata ma anche parte del territorio di Giulianova ed evitare i black out idrici», aveva detto Tulini, «Il Ciip (l’omologo della Ruzzo Reti nel Piceno) ha captato acqua dalla Montagna dei Fiori a Casteltrosino per soddisfare la domanda, mentre qui da noi si continua ad utilizzare il potabilizzatori di Montorio al Vomano».
Tulini aveva rispolverato uno studio del 2005 (commissionato quando lui era sindaco di Civitella del Tronto) dal quale si evince l’opportunità di attingere acqua dalle falde delle due montagne. Esistono, infatti, diversi punti di approvvigionamento (sorgenti e falde) la cui risorsa può aggiungersi all’acqua convogliata dalla Ruzzo Reti dalle sorgenti del Gran Sasso. Il suo appello rimasto finora inascoltato potrebbe trovare ascolto nella nuova amministrazione regionale e, quindi, in Di Matteo ed Imprudente. La sete da placare non è solo vibratiana ma anche per altri comuni teramani e le opere richieste gioverebbero alla domanda. Il geologo a cui all’epoca venne commissionato lo studio, Giovanni Marrone, più di una volta ha auspicato che si rimettesse mano a quello studio e si provvedesse alla captazione delle acque che il territorio ha da offrire. Marrone in più occasioni ha ricordato come lo studio venne finanziato da Provincia di Teramo, Ato e Ruzzo finendo per essere disatteso.
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