Di nuovo soppressa l’Uccp di Sant’Egidio ma verrà salvata cambiando nome

TERAMO. Rispunta la storia della chiusura della Uccp di Sant’Egidio. La chiusura dell’unità complessa di cure primarie (per semplificare un mini ospedale) è citata in una delibera di giunta regionale...
TERAMO. Rispunta la storia della chiusura della Uccp di Sant’Egidio. La chiusura dell’unità complessa di cure primarie (per semplificare un mini ospedale) è citata in una delibera di giunta regionale sulla programmazione per quanto riguarda la Asl di Teramo per Uccp e Aft (Aggregazioni territoriali funzionali, gestite sempre da medici di base, un po’ più piccole delle Uccp) di fine novembre.
Già in passato la soppressione dell’Uccp ha fatto discutere, anche perchè è una struttura che funziona. Soppressione in qualche modo, allora, smentita dalla Regione. Ma resta il fatto che linee guida regionali dispongono che ci sia una Uccp ogni distretto. «Ma nel distretto di Nereto ce n'erano già due, l’altra è a Villa Rosa», spiega Valerio Profeta, che dirige l’assistenza sanitaria territoriale della Asl, «nella nostra delibera abbiamo spiegato che per unificarle non ci sono locali abbastanza spaziosi, rimandando la fusione a quando rientreremo in possesso di locali adeguati, a Villa Rosa, ma fra un paio d’anni». La delibera dice anche che bisogna creare un’Uccp nel distretto di Roseto, l’altra in quello di Atri. Anche in questo caso la Asl sta cercando locali, ma Profeta non si sbottona sulla localizzazione. Annuncia però che c’è l’intenzione di creare Afp integrate (strutture poco più piccole delle Uccp) nelle zone interne, anche in Val Fino dove «non c’è l’utenza per giustificare un’Uccp ma dove possiamo creare un piccolo polo sanitario efficiente, gestito in collaborazione col medico medicina generale che ha lo studio all'interno della struttura, con un punto prelievi, il Cup e specialisti».
«Non siamo preoccupati», aggiunge Ercole Core, presidente del sindacato Fimmg, «l’assessore Paolucci ha chiarito che le Asl hanno piena autonomia e che nell'ambito distretturale, alla struttura principale si possono associare strutture periferiche. Quindi questo si può applicare nel caso di Sant’Egidio. Il punto di fondo riguarda l’attività che deve svolgere il medico: questa delibera gliene preclude alcune previste invece dall'accordo collettivo nazionale, ad esempio certificazioni o attività per patologie acute. Taglio che non si può fare: l’accordo collettivo nazionale dice che si possono mettere compiti aggiuntivi, ma non toglierli. Noi siamo tranquilli, quel che ci ha detto l'assessore è diverso dall'interpretazione letterale della delibera». (a.f.)
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