Di Pietro chiede «un voto di gendarmeria: controlleremo che tutti abbiano le mani pulite»

19 Maggio 2014

Passa anche dall’Abruzzo il progetto politico della nuova Italia dei Valori. Perché le Regionali di domenica, insieme alle Europee, dovranno dire se il partito – orfano del “dipietrismo” d’annata...

Passa anche dall’Abruzzo il progetto politico della nuova Italia dei Valori. Perché le Regionali di domenica, insieme alle Europee, dovranno dire se il partito – orfano del “dipietrismo” d’annata - ha gambe abbastanza forti per tornare a camminare da solo sulla scena politica nazionale. E a lanciare l’appello al voto – «non di protesta ma di gendarmeria» – è il leader Antonio Di Pietro, ieri pomeriggio a Teramo per sostenere la candidatura all’Emiciclo di Mauro Sacco insieme al coordinatore regionale Alfonso Mascitelli e alla candidata all’Europarlamento Simonetta Schiazza. «Chiediamo un voto per la nostra specificità», esordisce il presidente onorario del partito,«siamo nel centrosinistra perché da soli non si vince, ma il nostro ruolo sarà di controllare che tutto sia fatto con le “mani pulite”». E a fare da “gendarmi” in Regione l’Idv – in lista con il Pdci – fa una precisa scelta di campo. I sette candidati (oltre Sacco, Beta Costantini, Franco Di Felice, Vincenzo Marcone, Maria Rosaria Quaranta per l’Idv; Simona Leone e Antonio Macera per i Comunisti Italiani) «sono tutti espressione dei territori, la stessa scelta vale per le Europee». Il senatore Mascitelli ha poi aggiounto: «Chiodi partì da questa città parlando di legalità e morale. I risultati del “modello Teramo” li conosciamo: due assessori dimessi per questioni giudiziarie e un vicepresidente sotto inchiesta. Mentre gli abruzzesi sono i più tartassati d’Italia». (f.m.)