Di Sabatino: ci sono 10 milioni ma ne servono almeno 35

22 Novembre 2017

Il presidente polemizza con la Regione: «Annuncia soldi che in realtà ancora non arrivano» In corso l’installazione di limiti a 30 km orari, presto divieti di transito a mezzi a due ruote

TERAMO. «Chiudere le strade significa isolare le persone, è vero che lo stiamo valutando e al momento non lo escludiamo ma è vero anche che la riteniamo una soluzione estrema». Così il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino torna sul problema delle strade provinciali in condizioni penose, riesploso a seguito dell’incidente mortale di sabato scorso a Cologna. Di Sabatino, dopo quella tragedia, ha convocato tutta la struttura tecnica e dettato le priorità. «Dobbiamo fare un monitoraggio delle situazioni più critiche», dice, «e acquistare subito nuova cartellonistica. Quanto ai provvedimenti al vaglio per tutelare sia gli utenti che l’ente, stiamo già mettendo il limite di 30 km orari in alcuni tratti e altri potremmo vietarli ai velocipedi, perché è evidente che laddove ci sono dissesti gravi chi sta su due ruote rischia molto di più di chi sta su quattro».
TENSIONE TRA ENTI. Al di là delle misure che la Provincia si appresta a prendere, il punto nodale della questione è il divario tra i soldi che ci sono e quelli che servirebbero. A Di Sabatino non sono affatto piaciute recenti esternazioni di esponenti della Regione sui fondi per la viabilità destinati al Teramano. In particolare l’assessore regionale Dino Pepe, rispondendo a un’intervista polemica rilasciata da Di Sabatino sulle criticità del bilancio della Provincia, ha scritto in una nota: «Questa amministrazione regionale, per far fronte al dramma ereditato dell’assenza ventennale di qualsivoglia intervento manutentivo sulle strade provinciali, ha assegnato alla Provincia teramana una serie di finanziamenti che raggiungono la somma complessiva di 117 milioni di euro». E giù un elenco, che però comprende anche stanziamenti che con le strade provinciali non c’entrano (vedi gli 85 milioni per completare la Teramo-mare e i due milioni per gli impianti sciistici del versante teramano) e, soprattutto, fondi programmati e non ancora stanziati.
L’ELENCO “VERO”. Di Sabatino non ci sta e sbotta: «Così non va bene, così sembra che ho tanti soldi e invece non li ho. E se tu fai certi annunci, ma i soldi in realtà non arrivano, io ho problemi con l’opinione pubblica. Non contesto che da parte di questa giunta regionale ci siano volontà e impegno, contesto che tutti quei soldi non li ho». Entrando nel dettaglio il presidente fa notare che dalla Regione, nelle casse dell’ente, sono finiti poco meno di sette milioni di euro: «Ci hanno dato 3,2 milioni per la Sp 8 ma solo per il tratto più interno, quello nel comune di Civitella, un milione per la Sp 43 dei Prati di Tivo, 900mila euro per la Sp 48 del Ceppo, 800mila euro per le manutenzioni urgenti – soldi che risalgono peraltro a tre anni fa – e altri 850mila euro per messa in sicurezza e riqualificazione di alcuni tratti di strada». E gli altri fondi di cui parla Pepe? «Gli 8,5 milioni per la riqualificazione delle strade della Val Fino, inseriti nel Masterplan, con una scelta che non esito a definire scellerata», dice Di Sabatino, «li hanno destinati non alla Provincia ma alla città-territorio Val Fino. E non ho idea di quando verranno spesi. Sempre restando al Masterplan, i 15 milioni per la manutenzione ordinaria delle provinciali stanno scritti solo su una delibera d’indirizzo, attendiamo di averli davvero».
I FABBISOGNI. Ai quasi sette milioni di cui sopra si aggiungono gli 1,7 previsti in bilancio («Una goccia nel mare», li definisce Di Sabatino) e il mutuo da tre milioni che la Provincia ha acceso «indebitando ulteriormente l’ente», sottolinea il presidente, «e con i quali, peraltro, possiamo riparare 35 chilometri di strade su 1.600». Di Sabatino, infatti, evidenzia quali sono i costi per rifare una strada: «Costa dai 50mila ai 100mila euro a chilometro, più vicino ai 100mila che ai 50mila, dipende da cosa devi fare». Ma, soprattutto, il presidente evidenzia che la situazione da affrontare non è ordinaria, ma l’esito di anni e anni di abbandono. «Una normale manutenzione annua costerebbe tra i 5 e gli 8 milioni», dice, «ma oggi abbiamo bisogno di un piano da minimo 35 milioni di euro, che peraltro non avrebbe la pretesa di sistemare tutto. Così non si può andare avanti, perché siamo sempre costretti a rincorrere situazioni di dissesto. E poi: se i soldi me li dai prima, e ci faccio manutenzione preventiva, è un conto. Se me li dai dopo che è successo un disastro, ne servono molti di più».
PEPE SMORZA. Informato della verve polemica del collega di partito Di Sabatino, Dino Pepe interviene e prova a smorzare i toni. «Noi dobbiamo fare di più», dice l’assessore, «e la Provincia sulle strade si sta impegnando tanto, riconosco il grande lavoro che fanno e c’è piena collaborazione. Nella mia nota, come fa ogni ente, cercavo di evidenziare quello che stiamo mettendo in campo. Il punto è che scontiamo un ritardo grave, recuperarlo sarà un processo lungo e complesso».
©RIPRODUZIONE RISERVATA