Disabile diventa pilota di alianti e arriva quinto a livello nazionale

31 Luglio 2020

Iwan Piccioni, 46 anni, è tra i pochi paraplegici in Italia a essere abilitati per il volo a vela acrobatico Nella sua prima gara ha battuto tanti normodotati: «Sono felice, mi sono sentito uguale a tutti»

GIULIANOVA. «Ho volato sull’ali dell’aliante, ma ancor di più su quelle della gioia mente realizzavo il sogno della mia vita: partecipare a una gara acrobatica. Ho ottenuto un ottimo risultato, ma la gara più importante l’ho vinta, ancora una volta, dimenticandomi della carrozzina e della mia disabilità». A parlare con gli occhi emozionati è Iwan Piccioni, 46enne di Giulianova, unico pilota paraplegico di alianti in Abruzzo e tra i pochi in Italia, che domenica scorsa si è classificato quinto ai campionati italiani per alianti categoria libero artistico a Castel Viscardo (Terni). Una bella rivincita sulle vicissitudini della vita, che hanno messo Iwan di fronte a dure prove da superare.
Da dodici anni, a seguito di un incidente in motocicletta, è paralizzato dalla seconda vertebra dorsale ed è costretto a stare sulla sedia a rotelle. La sua vita è ricominciata dopo mesi di coma e di riabilitazione con una nuova normalità, ma senza mai perdersi d’animo. Il suo sogno era quello di volare e grazie alle lezioni tenute dall’istruttore Pietro Filippini su un aliante modificato, e recandosi due volte a settimana nell’Aeroclub “Centro Nazionale Acrobazia Italiana” di Castel Viscardo, Iwan è riuscito a conseguire prima il brevetto di volo per aliante rilasciato dall’Ente nazionale di aviazione civile (Enac) e successivamente l’abilitazione per il volo a vela acrobatico.
La sua prima gara l’avrebbe dovuta disputare l’estate scorsa, ma ancora una volta Iwan si è dovuto rialzare dopo una brutta piaga da decubito che lo ha costretto all’immobilità per circa un anno e a subire un delicato intervento chirurgico. «L’acrobazia in volo è sempre stata il mio sogno e quando ero a letto in ospedale pensavo sempre a quando avrei potuto mettermi in gioco», prosegue, «il momento è arrivato ed è stato un insieme di emozioni: gioia, divertimento, adrenalina, concentrazione, ma soprattutto orgoglio perché il maestro Filippini mi ha permesso di volare da solo e gliene sono grato». Iwan ha partecipato a una gara “open”, aperta, quindi a tutti, con una propria coreografia di acrobazie. «Sono stato troppo felice di stare tra le persone che non hanno disabilità, tra i campioni del volo acrobatico, e mi sono sentito libero, felice, ma soprattutto uguale a tutti», aggiunge, «perché il volo dà a tutti le ali e non ci sono compassione, trattamenti di favore e limiti. La mia partecipazione alla gara e la mia vittoria sportiva sono la prova che un disabile può fare tante cose anche cosiddette normali». Iwan continuerà a partecipare alle gare con l’obiettivo di conquistare il podio. «Mi sento di aver conquistato una fetta di cielo, e le grandi linee che disegno nel cielo toccano la mia anima», conclude.
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