Dispositivi anti radiazioni irregolari in quattro ospedali, sequestro della Finanza

Indagine della Procura: prodotti non conformi al marchio "Ce" forniti da una ditta esterna. La Asl: "Siamo parte lesa"
TERAMO. I militari del comando provinciale della Guardia di finanza hanno sequestrato oggi (venerdì 30 aprile) 99 dispositivi di protezione individuale da radiazioni ionizzanti negli ospedali Mazzini di Teramo, San Liberatore di Atri, Maria Santissima dello Splendore a Giulianova e Val Vibrata a Sant'Omero.
Il sequestro si inserisce in un’indagine della procura della Repubblica sulla non conformità al marchio “Ce” dei prodotti forniti alla Asl da una ditta che si è aggiudicata la gara d’appalto il 5 aprile 2018. Per garantire la prosecuzione di tutte le attività che implicano l’utilizzo delle attrezzature, la Asl fa sapere di essersi attivata immediatamente e di aver provveduto a reperire in poche ore nuovi dispositivi di protezione. In questo modo è stata garantita la prosecuzione delle attività routinarie e di urgenza in diverse unità operative (Blocco operatorio, Radiologia, Gastroenterologia, Urologia, Neurochirurgia, Radiologia interventistica, Emodinamica, Utic e Cardiochirurgia).
La Asl di Teramo si dichiara "parte lesa in tutta la vicenda" e "fiduciosa nei risultati delle indagini" al punto da provvedere "a stretto giro a nominare una commissione interna per le verifiche tecniche, per accertare eventuali responsabilità e muovere eventuali contestazioni alla ditta fornitrice". "La Asl tiene ad evidenziare - si legge in una nota - che il personale viene costantemente monitorato con l’applicazione di un dosimetro che rileva le radiazioni a cui ogni singolo operatore è esposto e non sono risultate alterazioni nei parametri. I controlli sono eseguiti da una società terza specializzata nel settore".

