Divorzia e riporta i figli in Italia Il tribunale: «Tornino dal padre»

Dopo una prima vittoria della donna, la Cassazione accoglie il ricorso e i giudici ribaltano il verdetto Sentenza immediatamente esecutiva: i due bambini di 8 e 11 anni devono tornare subito in Canada
TERAMO. L’anello debole nelle storie di separazioni sono sempre i figli. Contesi, strumentalizzati, danneggiati. Ed è un’altra storia di minori quella che racconta la cronaca giudiziaria. Si tratta di due bambini di 8 e 11 anni che una mamma teramana ha riportato in Italia dal Canada dopo il divorzio e che ora dovranno tornare dal padre.
Così ha stabilito il tribunale dei minorenni dell’Aquila dopo che la Cassazione ha accolto il ricorso del genitore rinviando gli atti ai giudici aquilani che l’anno scorso avevano accolto le ragioni della donna. La sentenza è immediatamente esecutiva e i bambini entro breve tempo dovranno tornare in Canada.
L’anno scorso i magistrati aquilani (collegio presieduto da Cecilia Angrisano), nell’accogliere il ricorso della mamma teramana, avevano stabilito come non ci fosse stato nessun atto di sottrazione da parte della donna nei confronti dei due figlioletti portati dal Canada in Italia dopo la fine del matrimonio. Portati nel Teramano con un atto di assenso sottoscritto dal padre.
L’uomo in quell’occasione aveva chiesto l’intervento del dipartimento di giustizia minori appellandosi alla convenzione dell’Aja, ovvero l’accordo internazionale sulla protezione dei minori. Il padre, rimasto in Canada, aveva fatto istanza di rimpatrio degli stessi minori sostenendo che fossero stati illecitamente trattenuti in Italia dalla madre che, partita per un soggiorno temporaneo, gli avrebbe poi comunicato la volontà di non tornare.
Di diverso avviso all’epoca il tribunale dei minorenni dell’Aquila che aveva stabilito come «non sussista il requisito dell’illiceità del mancato rientro dei minori».
Precisando: «L’atto di assenso al viaggio sottoscritto dal padre, infatti, non contiene alcuna indicazione del termine finale che avrebbe dovuto avere la permanenza dei minori ma prevede una esplicita autorizzazione alla residenza dei minori e alla loro frequenza scolastica». E ancora: «Il trasferimento dei minori in Italia e la loro permanenza non possono essere qualificati come illeciti perché acquisiti proprio con il consenso espresso del padre».
A circa un anno di distanza da questo pronunciamento è arrivato il ricorso in Cassazione, il rinvio del caso al tribunale dei minori dell’Aquila in diversa composizione e il successivo accoglimento con un nuovo pronunciamento del tribunale dei minori (collegio presieduto da Roberto Ferrari). Ora i bambini dovranno tornare dal padre.
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