Donna positiva dona gli organi Il fegato va a un uomo immune

All’ospedale di Teramo si è svolto il primo espianto del genere in Abruzzo e fra i primi in Italia La 79enne teramana era senza speranze in Rianimazione per un’ischemia, gesto d’amore dei figli
TERAMO. Un atto d’amore verso il prossimo che ha un valore doppio. La settimana scorsa è avvenuta una donazione di organi da paziente positiva al Covid. Che ha donato la vita a un paziente immunizzato perchè mesi prima aveva contratto lo stesso virus.
Tutto è partito da un atto di estrema generosità e civiltà dei familiari di una 79enne teramana, di cui è stata data notizia solo ora perchè i medici volevano aspettare che il ricevente avesse superato la fase critica.
Quello avvenuto la settimana scorsa all’ospedale di Teramo è importante non solo perchè è il primo caso di espianto in Abruzzo da paziente positiva e fra i primi in Italia, ma anche perchè è la cartina al tornasole di una sanità che nonostante tutto, nonostante la pressione operata dalla pandemia, funziona.
«Il processo di donazione e trapianto, soprattutto in tempi di pandemia, è il risultato della sinergia di una rete straordinaria, quella dei trapianti, che continua a lavorare senza sosta per dare speranza ai tanti pazienti in attesa», si legge in una nota della Asl.
Alla paziente, che era finita in ospedale per una ischemia e che incidentalmente era anche positiva al Covid, è stato espianto il fegato, in quanto era troppo in là con gli anni per una donazione del cuore. L’espianto è avvenuto di notte, con l’equipe del San Camillo di Roma che ha prelevato l’organo e l’ha portato nella capitale. Nell’ospedale romano è stato trapiantato a un paziente che qualche mese fa aveva contratto il coronavirus e che dunque poteva ricevere il fegato senza pericolo di contagio, salvandogli la vita.
«L’intero processo donativo avvenuto nell’ospedale di Teramo», dichiara il direttore generale della Asl, Maurizio Di Giosia, «ha visto lavorare oltre alla Rianimazione, tanti altri specialisti e professionisti dei reparti e dei servizi interessati, in rete con il centro regionale trapianti di L’Aquila e il centro nazionale trapianti: una realtà d’eccellenza».
Basilare, perchè ha dato il via a tutto il processo della donazione, l’assenso dei familiari della donna anziana alla donazione degli organi. Una grande famiglia unita – la 79enne aveva diversi figli – che ha acconsentito anche perchè ha verificato su persone vicine l’importanza dei trapianti per la qualità della vita di malati che non hanno altre alternative.
Un momento importante per tutto l’ospedale e la Rianimazione in particolare, che in queste ore tornerà ad essere una. «Dopo diversi mesi di grosso impegno per la drammatica seconda ondata pandemica, si spera di poter andare verso la chiusura della Rianimazione Covid di Teramo in conseguenza al decremento del numero di pazienti particolarmente critici; essa rimane in ogni caso prontamente disponibile per ogni eventuale necessità», conferma la nota della Asl.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

