Duomo, controlli sul campanile «Può danneggiarlo la musica alta»

Il vescovo affida a un tecnico il monitoraggio della torre e avverte il Comune: «Ci dev’essere rispetto per tutti, l’uso della piazza andrebbe meglio calibrato. Abbiamo dovuto dire dei no»
TERAMO. La curia vescovile di Teramo ha affidato a un tecnico specializzato il monitoraggio della torre campanaria del duomo. L’obiettivo? Studiare gli effetti sulla stabilità del manufatto, già messo a dura prova dai terremoti, sia delle sollecitazioni interne (ad esempio il suono delle campane) che di quelle esterne (vedi la musica ad alto volume suonata nell’attigua piazza Martiri della Libertà durante le manifestazioni). Il monitoraggio – che starebbe per essere autorizzato dalla Sovrintendenza alle belle arti – durerà mesi perché i tecnici dovranno valutare anche l’incidenza delle diverse stagioni sulla struttura.
L’incarico dato dal vescovo Michele Seccia è, in realtà, solo l’ultimo episodio di una sorta di guerra strisciante tra la curia e il Comune per le manifestazioni in piazza. Già qualche anno fa Seccia fece notare che far sfilare le ragazze in costume da bagno di un concorso di bellezza a ridosso della scalinata posteriore della cattedrale non era opportuno, e il Comune ha cercato di tener conto di questa presa di posizione nelle successive occasioni di questo genere spostando – sia pure di pochi metri – la passerella. C’è stato poi il caso dell’utilizzo della stessa scalinata posteriore come sede di eventi di varia natura (soprattutto musicali e mangerecci), per il quale la curia ha posto il veto. Ultimamente sia Seccia che il parroco del duomo, don Aldino Tomassetti, si sono concentrati sul problema rumore. Ovvero, sulla musica ad alto volume “sparata” in piazza per eventi di vario genere. Ultimo episodio, il festival del saltarello dello scorso fine settimana. Il volume della musica era così alto che don Aldino ha dovuto chiedere di abbassarlo per non disturbare una cerimonia in cattedrale.
Il vescovo Seccia, chiamato a dire la sua, pur evitando polemiche dirette mostra il proprio fastidio commentando: «Ci dev’essere un senso di rispetto per tutti quelli che vivono in un certo contesto. Ci sono anziani e famiglie normali, se poi Teramo è questa pazienza...». Se si fa notare al capo della diocesi come esercenti e commercianti del centro, ma anche amministratori comunali, puntino forte sugli eventi in piazza per rivitalizzare la città, Seccia replica: «Se questo serve seriamente a farla ripartire bene, ma c’è da valutare: è un vero bene o è solo un utile per qualcuno, che non tutela né l’immagine della città né i suoi beni? L’uso del salotto del centro andrebbe meglio calibrato».
Sulle azioni già intraprese il vescovo dice: «Abbiamo dovuto dire dei no perché abbiamo visto che non si riconosce più l’identità di un luogo. Ci sono stati periodi, in passato, in cui la scalinata della cattedrale su piazza Martiri era una vera pattumiera. Per di più sotto di essa persistono infiltrazioni d’acqua mai risolte».
E quanto al monitoraggio sul campanile appena affidato, il messaggio è chiaro: «Ci assumiamo anche la responsabilità economica di questa operazione perché se lo dico io che i decibel eccessivi possono danneggiare la torre sembra che voglio proibire chissà che cosa, se lo dicono degli esperti la cosa ha un altro peso». La guerra dei decibel, insomma, è appena all’inizio.
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