Duomo, i soldi per i lavori ci sono Manca il parere del genio civile

4 Aprile 2018

Atri, il Comune è pronto a far partire la gara d’appalto ma non arriva il nulla osta all’intervento Incontro tra sindaco e vescovo per snellire la pratica. Astolfi: a breve lavori sulla facciata del seminario

ATRI. Non decolla la messa in sicurezza del duomo di Atri. I fondi della curia sono pronti, ma l’intervento è bloccato dalle lungaggini burocratiche: manca un’autorizzazione da parte del genio civile. Così i tempi di riapertura della cattedrale rischiano di allungarsi, con gravi ripercussioni sul turismo religioso e culturale.
Nell’incontro che si è tenuto prima di Pasqua tra il vescovo Lorenzo Leuzzi e il sindaco Gabriele Astolfi è emerso che l’iter per l’affidamento dei lavori in appalto per la sistemazione della arcate sgretolatesi durante l’ultimo terremoto è pronto e che lo scoglio più grande resta quello del ritardo da parte del genio civile nel rilasciare il nulla osta all’opera. «Il vescovo è molto determinato nella volontà di riaprire al più presto le porte della cattedrale e ci ha comunicato che interverrà con i fondi della curia in tempi rapidi», spiega Astolfi, «nel corso dell’incontro si è detto anche pronto ad far partire entro questo mese i lavori sulla facciata del seminario».
Astolfi ricorda che i danni provocati dal terremoto hanno minato la sua immagine di centro turistico-religioso r sulla situazione delle chiese aggiunge che «quella San Francesco è già stata ristrutturata a livello antisismico, adesso attendiamo i fondi anche per quella del Santo Spirito, luogo di culto dove si trova Santa Rita che ha un seguito di devoti provenienti anche da fuori regione». Il parroco don Giuseppe Bonomo è tutt’altro che ottimista per la prossima riapertura del duomo.
«Mancano le autorizzazioni: se non ci sono quelle, la cattedrale rimarrà chiusa ancora per molto», afferma il sacerdote, «per questo bisogna velocizzare i tempi, altrimenti in estate dovremo celebrare le messe ancora nella chiesa auditorium di Sant’Agostino». Proprio in questa chiesa però, durante la celebrazione solenne di Pasqua presieduta dal vescovo Leuzzi, molti fedeli sono rimasti fuori per mancanza di spazio.
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