E c’è anche il “D.one”, il ristorante esclusivo che usa erbe aromatiche coltivate sott’acqua

ROSETO. A guardarlo è identico al basilico coltivato a terra, ma profumo e sapore hanno caratteristiche e proprietà differenti. Questo perché nasce in bolle in vinile ancorate sott’acqua, a una...
ROSETO. A guardarlo è identico al basilico coltivato a terra, ma profumo e sapore hanno caratteristiche e proprietà differenti. Questo perché nasce in bolle in vinile ancorate sott’acqua, a una profondità di circa dieci metri, all’interno delle quali esperti ‘agrinauti’ coltivano erbe aromatiche e ortaggi.
Gli aromi subacquei sono utilizzati nella cucina del “D.one” di Montepagano, il primo ristorante diffuso nato da un progetto di Filomena De Angelis e dello chef dal curriculum stellato Davide Pezzuto (nella foto) . Questo particolare tipo di coltura è stato battezzato ‘L’orto di Nemo’ e nasce nel 2012 a Noli (Liguria) da un’idea di Sergio Gamberini, il quale ha installato delle strutture subacquee in cui vengono coltivati vegetali terrestri destinati all’alimentazione umana. Il progetto è stato presentato in anteprima mondiale all’Expo di Milano e oggi, in virtù della collaborazione tra L’orto di Nemo e il “D.one”, lo chef Pezzuto usa per la prima volta basilico, timo e origano coltivati sott’acqua per preparazioni gourmet. «Queste foglioline di basilico ligure» dice Pezzuto «si caratterizzano per una particolare sapidità e un aroma delicatissimo. Non vedo l’ora di sperimentare il loro uso nei miei piatti». (f.ce.)

