Edilizia in crisi Un’azienda su dieci beffa i lavoratori

16 Luglio 2019

La Filca Cgil: più di 60 le imprese che non applicano il contratto tra false partite Iva e mancati versamenti alla Cassa edile 

TERAMO. Edilizia, settore strategico dal punto di vista economico ma che, più di altri, nasconde molte insidie per i lavoratori. Tantopiù in un momento di crisi. «In provincia arriviamo all'11% di casi in cui le aziende non applicano correttamente gli istituti contrattuali», spiega Corrado Peracchia, segretario della Fillea Cgil, «Stiamo parlando di elusione contrattuale. Questo significa, ad esempio, che il lavoratore spesso non percepisce le indennità Cassa edile (cioè gli istituti contrattuali mutuati attraverso Cassa: ferie, tredicesima e anzianità lavorativa, ndr) oltre ad altri fenomeni come il sotto inquadramento, molto diffuso: i lavoratori sono inquadrati perlopiù al primo livello. E' anche quello un modo per eludere competenze economiche». Il primo caso citato dal sindacalista riguarda situazioni simili a quella del lavoratore salito su una gru a Giulianova la settimana scorsa, pur di avere i versamenti che gli spettavano. Nel secondo caso se è qualificato – ad esempio fa il muratore o ferraiolo – viene pagato come manovale.
«Un altro fenomeno abbastanza diffuso, anche se è difficile classificarlo, riguarda le partite Iva, cioè il falso lavoro indipendente», aggiunge Peracchia, «il lavoratore nei fatti è direttamente dipendente ma giuridicamente è autonomo: è molto diffuso nei trasporti, in attività di servizi, agricoltura e il settore edile non è immune». Alla fine in provincia si calcola che circa 60-70 imprese edili facciano ricorso a questi escamotage, che coinvolgono più di 200 addetti.
«Questi sono dati che riusciamo a ricavare negli enti bilaterali», incalza il sindacalista, «a cui va aggiunto il nero vero e proprio, che è pure parecchio diffuso. Tutto questo ha effetti pesanti sui lavoratori: incide su contributi, su competenze della Cassa edile e il sotto inquadramento implica un mancato riconoscimento professionale. Il mercato è viziato da una concorrenza sleale nei confronti delle imprese corrette, che fortunatamente sono la maggior parte. Dal punto di vista della sicurezza è poi un elemento di non poco conto: l’elusione contrattuale si abbina al non rispetto delle norme di sicurezza o comunque in una riduzione delle condizioni generali di sicurezza nel cantiere». Peracchia parla delle misure di contrasto: «Si fa molto: attraverso sistema della bilateralità (enti costituiti da sindacati e aziende, ndr) c'è un sistema di filtraggio, ad esempio non viene rilasciato il Durc se non si è in regola con i versamenti dei contributi. Tuttavia c'è una parte del sistema che sfugge. Di solito sono aziende più piccole, che in provincia sono il 78% (da 1 a 5 addetti). Poi l’ispettorato del lavoro, anche per motivi di dotazioni organiche, spesso non riesce a essere efficace».
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