Effetto Pd, a Montorio si spacca la maggioranza

27 Ottobre 2017

Un assessore e cinque consiglieri di “Si può fare” formano un nuovo gruppo che darà appoggio esterno al sindaco. Tutto nasce dal rinnovo del circolo Dem

MONTORIO. Si apre, nell’amministrazione Di Centa, una crisi di metà mandato. A tre anni e mezzo dall’elezione (25 maggio 2014) la maggioranza di Montorio si spacca in due. Un gruppo della lista “Si può fare” continua a sostenere il primo cittadino ed è composto dal vicesindaco Andrea Guizzetti, dall’assessore Anna Foglia, dai consiglieri Alessandro Scavuzzo e Roberta Petrarca e dal delegato al Bim Pierpaolo Voconi. E nasce il nuovo gruppo "Si può fare 2.0", formato dall’assessore Alfonso Di Silvestro e dai consiglieri Eleonora Cimini, Angela Di Giammarco, Giancarlo Foglia, Sergio Rossi e Agnese Testa.
Se le prime avvisaglie di crisi risalgono allo scorso maggio, quando l’allora capogruppo consigliare di maggioranza Sergio Rossi si dimise dal suo ruolo (poi passato all’assessore all’ambiente Agnese Testa), l’elezione del nuovo segretario comunale Pd e del direttivo di circolo, domenica scorsa, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E ha portato una parte di “Si può fare” ad alzarsi e abbandonare la riunione di maggioranza mercoledì sera. È la parte che non ha condiviso la campagna di tesseramento nel Pd comunale di alcuni consiglieri e il coinvolgimento di parenti e persone vicine a loro. «All’interno del Pd», si legge in una nota a firma del gruppo “Si può fare 2.0”, «si registrano molti degli ex compagni di partito dai quali si erano prese le distanze, in totale disaccordo con la visione complessiva. Forse per qualche osservatore sarebbe stato più opportuno rassegnare le dimissioni, che avrebbero sancito definitivamente la fine dell’attuale consiliatura e lasciato un vuoto amministrativo, proprio nel momento in cui si sta concretizzando il buon lavoro svolto da tutti i consiglieri delegati ed assessori, oltre che naturalmente dal sindaco Gianni Di Centa. Ma il senso di responsabilità che nutriamo nei confronti dei cittadini ci orienta, almeno per il momento e fino a quando sussisteranno le condizioni, a dare continuità all’azione amministrativa nell’ambito della stessa maggioranza, ma attraverso l’assunzione di una posizione autonoma con la costituzione del nuovo gruppo consiliare che è e deve restare civico, quindi estraneo a logiche di partito».
Immediata la risposta della vecchia “Si può fare” che nel rinnovare la fiducia al sindaco afferma: «Consideriamo il gesto dei consiglieri uscenti da “Si Può Fare” negativo e sconsiderato, in un momento in cui bisognerebbe dare segni rassicuranti ai cittadini, già disorientati dal clima velenoso, pieno di calunnie e falsità di personaggi politici come l’ex segretario Vincenzo Macedone e i suoi due consiglieri d’opposizione. Ma andiamo avanti».
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