Elezione del rettore I due candidati: così si migliora l’ateneo

31 Maggio 2018

Confronto pubblico tra Mastrocola e Mangiameli  Presentati i programmi elettorali a una settimana dal voto

TERAMO. In vista del 5 giugno, data nella quale ci sarà la votazione per eleggere il nuovo rettore dell’università di Teramo, è stata indetta ieri l’assemblea del corpo elettorale nell’aula magna del campus Aurelio Saliceti. Un’occasione che «per buona prassi l’ateneo ha sempre istituito prima di passare alle votazioni del rettore», ha introdotto il preside di medicina veterinaria e decano Pier Augusto Scapolo, «un sentito ringraziamento a Luciano D’Amico (il rettore uscente, ndr) per tutto l’impegno e l’entusiasmo che ha messo costantemente per l’università».
I candidati sono Stelio Mangiameli, professore nella facoltà di giurisprudenza, e Dino Mastrocola, professore nella facoltà di bioscienze e tecnologie agro-alimentari e ambientali. «Quando i colleghi mi avevano chiesto di candidarmi, ero rimasto alquanto scettico», ha iniziato Mangiameli, «non avevo mai pensato a questa ipotesi e non sapevo se questa idea era condivisa nell’ateneo. Ho parlato con i miei vecchi colleghi perché una candidatura, per funzionare, dev’essere partecipata. Su queste basi ho studiato i problemi dell’ateneo e le idee da mettere a fuoco nel programma, che resta aperto: tutti possono intervenire e collaborare». Il programma di Mangiameli prevede un miglioramento dell’offerta formativa, per attrarre di più i ragazzi abruzzesi (la soglia minima fissata è di diecimila iscritti), il raddoppio del corpo docenti e del personale Tab, ovvero tecnico, amministrativo e bibliotecario. «Fulvio Marsilio (professore di medicina veterinaria) che mi ha sostenuto fin dall’inizio, è la persona alla quale affiderò il pro rettorato alla ricerca mentre Michele Pisante (professore di bioscienze) diventerà il pro rettore vicario. Parole chiave nel programma: sicurezza, ambiente, management», ha chiuso Mangiameli.
La parola è passata poi a Dino Mastrocola che ha esposto il suo programma punto per punto, facendo anche lui leva sull’importanza della collaborazione «tramite l’istituzione di consulte e tavole periodiche con ogni figura all’interno dell’ateneo e non». Tra le tante proposte, l’istituzione di un osservatorio della didattica e del potenziamento della ricerca e passare dall’attuale organizzazione in facoltà a quella in dipartimenti, che caratterizza il sistema universitario nazionale ed internazionale. Per aumentare il numero di iscritti Mastrocola, rispetto al suo avversario, suggerisce di potenziare l’orientamento, il placement e il welfare. «Teramo ha intenzione di diventare una città universitaria?», si è rivolto così al futuro sindaco.
I due candidati hanno risposto successivamente alle domande poste dal corpo docenti e dai rappresentanti degli studenti. Sulla questione annessione o autonomia dell’ateneo, nell’ottica di una probabile federazione tra le università regionali, Mastrocola ha risposto: «Di annessione non si parla più dal 2012. Questo pericolo non esiste: l’università ha ritrovato forza nella sua autonomia e nella stabilità di bilancio. Abbiamo un rapporto proficuo all’interno del Crua, il comitato di coordinamento regionale delle università Abruzzesi. Le forme di federazione rafforzano l’autonomia». Mangiameli, condividendo l’idea che l’autonomia universitaria è un valore, ha chiarito che «il problema di fondo è che l’università è un piccolo ateneo sul quale, a livello ministeriale, si sta pensando a una logica di accorpamento. Per contrastare questa idea? Migliorare la struttura e invertire questa situazione di declino nel bilancio. La federazione, negli atenei, può avvenire solo se ogni componente riesce a mantenere la sua autonomia, e potenziarla», ha concluso.
Visioni diverse per l’insufficiente disponibilità di “punti organico”, parametro riferito al budget dato dal ministero per quanto riguarda le assunzioni dei docenti. «Se invertiamo la tendenza negativa delle iscrizioni avremo più punti organici per i docenti», ha spiegato Mangiameli. Ha risposto Mastrocola: «Bisogna recuperare lo strumento del turnover: viene utilizzato per rispettare le legittime aspirazioni. Promuovendo inoltre il passaggio da ricercatore a professore associato, cresciamo in termini di requisiti minimi qualitativi». Per la questione borse lavoro, ha aggiunto che «bisogna rafforzare questo strumento». Mangiameli ha proposto di «inserire gli studenti in realtà dove hanno la possibilità di fare una esperienza di tipo scientifico, accanto a validi ricercatori».
Alcuni punti in comune tra i due sfidanti riguardano l’internazionalizzazione dell’ateneo: raddoppiare le borse di studio Erasmus e favorire lo scambio tra professori e ricercatori all’estero.
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