Elezioni politiche, il Pd lancia i primi nomi dei candidati

9 Gennaio 2018

Per la maggioranza che fa capo a Ginoble indicati Biagio Ciampini, Anna Marcozzi e Vincenzo Di Marco Ancora da decidere se (e quanti) saranno schierati nei collegi uninominali o nel proporzionale

TERAMO. E' iniziata nel Pd la corsa per le candidature al Parlamento. Il primo passaggio formale verso l'individuazione di nomi da spendere nei collegi uninominali di Camera e Senato è stato fatto ieri sera dal coordinamento provinciale del partito. Nella riunione convocata dal segretario Gabriele Minosse è stato messo nero su bianco un elenco di candidati rappresentativi delle diverse aree del Teramano che potrebbero concorrere per un seggio a Montecitorio o a Palazzo Madama. Si tratta al momento di un'indicazione sommaria, perché le candidature dovranno passare a vaglio dei livelli superiori regionale e nazionale e soprattutto perché bisognerà misurarle sia al tavolo della coalizione di centrosinistra per i collegi unici, sia nelle diverse ripartizioni territoriali dei posti in lista per quelli plurinominali in quota proporzionale.
Nella migliore delle ipotesi, a conti fatti, il Pd teramano potrebbe occupare cinque caselle tra quelle disponibili a Camera e Senato e su questo numero si è attesta la proposta portata all'esame del coordinamento. C'è stata però da fare un'ulteriore suddivisione tra maggioranza e minoranza interna al partito. Per cui tre nomi sono stati espressione dell'area di riferimento del segretario, che fa capo al deputato uscente Tommaso Ginoble e al consigliere regionale Sandro Mariani, e due alla componente di Elvezio Zunica battuta nell'ultimo congresso e alla quale afferiscono tra gli altri l'assessore regionale Dino Pepe e la presidente dell'istituto zooprofilattico Manola Di Pasquale. La maggioranza, per i collegi uninominali, designerebbe come potenziali candidati il notaio di Sant'Egidio Biagio Ciampini, il primario di ostetricia e ginecologia dell'ospedale di Teramo Anna Marcozzi, ex consigliera comunale ed ex presidente provinciale del partito, e il sindaco di Castellalto Vincenzo Di Marco, renziano della prima ora. Ancor meno definita si è rivelata l'indicazione da parte della minoranza. I "Progressisti" hanno lamentato scarsa chiarezza di prospettive per le candidature, legate ad alleanze e criteri di distribuzione territoriale dei posti in lista ancora incerti. La componente di cui fanno parte Pepe e Di Pasquale si è incontrata per concordare la linea nel tardo pomeriggio di ieri, poco prima della riunione del coordinamento, lasciando così in sospeso fino all'ultimo la copertura dei due posti che le erano stati riservati. La procedura per arrivare all'ufficializzazione delle candidature è complessa, ma di tempo ne resta poco.
Un ulteriore passaggio è già in programma per questa sera nel coordinamento regionale che analizzerà i nomi emersi a livello provinciale, poi il tutto passerà al vaglio decisivo del nazionale. Comunque vada il Pd punta ad avere un candidato nel collegio uninominale alla Camera, a meno che il posto non vada a un altro partito della coalizione, e due dei quattro posti nel proporzionale da condividere con l'Aquila. In coabitazione con gli aquilani è anche il posto all'uninominale per il Senato, mentre per il proporzionale le cinque caselle disponibili vanno ripartite su base regionale per cui a Teramo ne spetterebbero una o al massimo due. Da considerare c'è anche l'appetibilità elettorale delle diverse postazioni. Sicuro, a fini del risultato finale, si può considerare uno dei primi due posti nel listo proporzionale alla Camera, a cui punterebbe Ginoble, e uno nei due collegi al Senato. La quadratura definitiva, insomma, non sarà affatto semplice.
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