Energia condivisa, via a 18 piani: investimenti per 47,3 milioni

29 Giugno 2023

La cabina di coordinamento post-sisma approva i progetti che coinvolgono enti e 2.646 privati A Teramo finanziate le proposte di Comune e Ater. Castelli: sostenibilità ambientale e risparmi

TERAMO . La rinascita dei territori colpiti dal sisma passa anche attraverso l’energia condivisa. Tagli alle bollette e tutela dell’ambiente sono i cardini del progetto cui ha dato il via la cabina di coordinamento per il post-terremoto. Nella seduta convocata dal commissario per la ricostruzione Guido Castelli, infatti, è stata approvata la costituzione in Abruzzo di 18 comunità energetiche finanziate con 47,3 milioni di euro provenienti dal fondo complementare del Pnrr per i crateri 2009 e 2016. All’operazione sono interessati 2.646 privati che, insieme a enti pubblici, attiveranno e gestiranno impianti fotovoltaici e nel caso di Popoli anche un campo con pale eoliche, per una potenza complessiva di 19.582 kilowattore. Per il cratere 2009 oltre a Popoli sono stati finanziati Fossa, Scoppito, San Demetrio, Poggio Picenze, Caporciano, Navelli, Barisciano, Civitella Casanova, Bugnara, Prata d’Ansidonia, Arsita e Collarmele. Rientrano nei fondi assegnati per il sisma del Centro Italia Torricella Sicura, Teramo, Montereale, Tossicia e l’Ater teramano. «La sostenibilità ambientale è una sfida che si vince insieme, a partire dal coinvolgimento dei Comuni», evidenzia Castelli, «le comunità energetiche rinnovabili a traino pubblico sono una delle risposte più interessanti e possibilmente anche tra le più efficaci al problema, di fortissima attualità, del costo economico e ambientale dell’energia e ci consentono di fare dell’Appennino centrale un territorio nel quale l’autoconsumo da fonti rinnovabili ha anche la funzione di incentivare le persone a non lasciare queste aree».
Al Comune vanno 3,1 milioni per impianti in otto siti: Parco della scienza, scuola Zippilli, piscina comunale, scuola Giovanni XXIII a San Nicolò, scuola di contrada San Benedetto, asilo nido di Colleatterrato, campo sportivo Acquaviva, palestra San Gabriele. A questi si aggiungono spazi privati e strutture del Mote, società pubblica che si occupa di igiene urbana. «Le comunità energetiche sono strumenti fondamentali per il passaggio alle fonti di produzione rinnovabili», evidenzia il sindaco Gianguido D’Alberto, sottolineando l’impegno per il varo del progetto dell’ex assessore all’ambiente Martina Maranella, «questo finanziamento rappresenta un ulteriore riconoscimento del lavoro svolto dalla mia amministrazione e dagli uffici». Soddisfazione è espressa anche dall’assessore Pina Ciammariconi. «La nascita della Cer è un punto determinante del programma», afferma, «in quanto mira a contrastare la povertà energetica e ad aiutare le famiglie più vulnerabili». Il Comune punta a creare un’ulteriore comunità energetica nella discarica bonificata La Torre.
Ammonta a 3,6 milioni, invece, il finanziamento per il Pes (Progetto energia sociale) di cui è capofila l’Ater e messo a punto con l’Asp1, azienda regionale che gestisce le case di riposo in provincia. Proprio nella zona tra la De Benedictis in viale Crispi e la sede in via Roma dell’ente che si occupa delle case popolari saranno installati gli impianti. Questi verranno attivati anche sui tetti di otto palazzine e in un parco di proprietà dell’Ater e che si trovano nella periferia est del centro. «Una nuova progettazione sociale dell’abitare con una maggiore attenzione ai contesti che cambiano e in particolare al contenimento dei consumi sono gli obiettivi che la comunità energetica vuole raggiungere», spiega Maria Ceci, presidente dell’Ater, «impegnandosi attivamente nella continua ricerca di un confronto pubblico-privato finalizzato al miglioramento della qualità dei servizi». L’azienda punta così a coinvolgere nel progetto i 137 alloggi pubblici che sono all’interno degli otto condomini per sfruttare al meglio i vantaggi dell’energia condivisa.
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