Estate senza rubinetti a secco grazie al piano flussi del Ruzzo

Interruzioni del servizio solo a Martinsicuro nord e in alcune zone interne rifornite con le autobotti L’acquedotto: «Restano disagi dove termina la rete, ma li risolveremo con 100 milioni di lavori»
TERAMO. Rubinetti a secco d’estate, ormai un lontano ricordo. La stagione turistica che si sta concludendo ha fatto registrare problemi nella fornitura dell’acqua solo in alcune zone montane – in particolare Valle Castellana – e nella zona nord di Martinsicuro, ovvero nei due punti più periferici della rete del Ruzzo. In particolare nell’area interna l’acquedotto del Ruzzo nei 15 giorni a cavallo di Ferragosto ha trasportato con le autobotti circa due milioni di litri d’acqua per tamponare i disagi.
LA CARENZA IDRICA. «Rispetto al piano industriale e alla pianta organica approvati a luglio dai sindaci», conferma il presidente del Ruzzo Alessia Cognitti, «il risultato positivo si è visto: quest’estate i disagi sono stati ridotti al minimo, tranne a Martinsicuro e Valle Castellana. Grazie agli investimenti sul personale abbiamo cercato di contenere i disagi dei cittadini con interventi programmati». Il presidente si riferisce a interventi di manutenzione e ad alcune modifiche nella regolazione delle reti per portare più acqua al mare, unito a un'organizzazione puntuale del personale sul territorio per regolare giornalmente i flussi.
MENO DISAGI. «Quotidianamente abbiamo distribuito duemila litri al secondo in tutta la provincia. Abbiamo evitato con regolazioni e controlli quotidiani del livelli dei serbatoi che la popolazione potesse risentire del fatto che d’estate con i turisti aumentano notevolmente le utenze e che normalmente nel periodo estivo si riduce la portata delle sorgenti», spiega la dirigente dell’area acquedotto e potabilizzazione Silvia Di Croce. Per le sorgenti attualmente il Traforo “produce” 840 litri al secondo, il Mescatore 260, il Vacelliere 150 circa, le restanti piccole in totale 100 litri al secondo. Ma con la stagione più fredda la portata aumenterà in media del 50%. «E ora», conclude Di Croce, «con la conclusione della notevole richiesta idrica, si riparte con l’attività di manutenzione ordinaria e straordinaria per migliorare sempre più il servizio».
I LAVORI PREVISTI. Soddisfatto Alfredo Grotta, consigliere d’amministrazione, che introduce nuovi elementi, guardando al futuro. «Quest'anno siamo finalmente riusciti a ridurre al minimo i disagi causati dalla carenza idrica estiva: si iniziano a vedere i frutti di investimenti fatti sia dal punto di vista delle infrastrutture che della struttura organizzativa aziendale. Altri investimenti verranno fatti nei prossimi anni e condurranno l'ente a una sempre migliore qualità del servizio. In totale prevediamo di investire 100 milioni di euro nei prossimi tre anni».
Fra le diverse opere, ne spiccano tre. Tutte destinate a lenire la carenza idrica. Entro l'anno è previsto l’appalto per rifare la condotta litoranea nel tratto Giulianova-Martinsicuro. In sostanza un tubo da 60 centimetri sostituirà uno da 35, aumentando dunque l’afflusso d’acqua. La spesa è da 18 milioni 470mila euro, di cui 13 milioni 764mila finanziati con Masterplan e il resto a carico della tariffa del Ruzzo. «E’ stata già avviata la procedura espropriativa», precisa Berardo Nardi, responsabile dell’ufficio tecnico, «e si procederà con l’appalto integrato: alle ditte verranno chieste delle migliorie sui progetto definitivo del Ruzzo, vincerà chi proporrà le migliori. I lavori dovrebbero durare 18 mesi a partire dall'inizio previsto a giugno».
E poi c’è la condotta lunga 30 chilometri e con un diametro da un metro e 20 centimetri che consentirà di aumentare la portata dell’acqua da Villa Vomano a Giulianova. Arriverà a Mosciano dove ci sarà un mega serbatoio da 30mila metri cubi che corrisponde a 30 milioni di litri di acqua accumulata. Da qui partiranno due condotte, una da 70 e una da 80 centimetri: la prima approvvigionerà Giulianova, l'altra la litoranea. Questo appalto, da 33 milioni, è in fase avanzata, è già aggiudicato e i lavori dovrebbero iniziare a marzo. Infine il cosiddetto “campo pozzi” per prelevare l'acqua profonda. «Ne faremo due, uno a Villa Lempa e l'altro a Campovalano, la portata attesa è 100 litri al secondo per rifornire la Val Vibrata. Il costo è 2 milioni 80mila euro cofinanziati dalla Regione», conclude Nardi.
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