Ex ospizio marino da recuperare: sarà una residenza per gli anziani

Messo in vendita l’ex ospedale, il ricavato servirà per finanziare lavori nell’attuale struttura sanitaria I due immobili sono sottoposti a vincoli della Soprintendenza, ma possono cambiare destinazione
GIULIANOVA . Al posto dell’ex ospizio marino, sul lungomare nord, potrebbe sorgere una residenza per anziani, mentre l’ex ospedale in viale dello Splendore rientra tra i beni alienabili della Regione che, dunque, entro la fine del 2024 potrebbe venderlo tramite la Asl. A fare il punto su entrambi gli immobili è il sindaco Jwan Costantini, ricordando che il ricavato dalla vendita e dall’utilizzo di questi due beni sarà investito per l’ospedale di Giulianova.
«La società Invimit, proprietaria dell’ex ospizio marino», spiega il primo cittadino, «sta cercando fondi per riconvertire l’edificio in una residenza per anziani». Nell’ex ospizio c’erano il distretto sanitario, la sede della Croce rossa e diversi uffici, ma questi ultimi sono stati trasferiti nella residenza sanitaria assistenziale (Rsa) di bivio Bellocchio, ristrutturata grazie ai lavori finanziati con 3,5 milioni stanziati dalla Regione. Sull’ex ospizio marino però, secondo il consigliere del “Cittadino governante” Franco Arboretti, vige il vincolo della Soprintendenza, per cui torna a proporre la realizzazione di un centro talassoterapico. «Ne gioverebbe anche il turismo a Giulianova», precisa Arboretti, «anche perché è in una posizione strategica». L'ex ospedale in viale dello Splendore, invece, è abbandonato dagli anni '70, e non è certo un belvedere per i numerosi turisti e cittadini che raggiungono ogni giorno il santuario, soprattutto in questo periodo. Negli anni ‘60 fu realizzato un corpo aggiuntivo a ovest dello stabile principale, che presenta tre piani in cemento armato e mattoni, ma negli anni ‘70 furono abbandonati i locali dell’ex convento dei cappuccini e l’ospedale fu trasferito in via Gramsci. Sull’ex ospizio marino, ma anche sull’ex ospedale a Giulianova Paese, sono imposti sia il vincolo paesaggistico sia il vincolo storico, ma entrambe le strutture comunque potrebbero cambiare le loro destinazioni d’uso.
I proventi derivanti dalla vendita e dalla riconversione dei due edifici dovrebbero essere reinvestiti, come da accordi tra Asl e Comune, sull’ospedale che ha bisogno di interventi nella parte strutturale. In merito all’ex ospizio marino, però, alcune settimane fa è apparso uno striscione, poi strappato, dei ragazzi del gruppo anarchico “Campetto occupato”. «Patrimoni svenduti ai privati e ai loro interessi», si leggeva sullo striscione, »Asl e amministrazione, i piani sono gli stessi». E intanto la Rsa al bivio Bellocchio da alcuni mesi è operativa con 25 posti letto dedicati ai malati di Alzheimer, oltre a diversi uffici e ambulatori che fanno parte del distretto sanitario di base.
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