Faida familiare dietro le coltellate a Teramo: processo immediato per il 21enne

Sangue in via Pannella. Il tunisino è accusato del tentato omicidio di un connazionale che aveva aggredito e ferito il cugino. La vendetta all’origine delle violenze. La vittima, giunta in città dalla Francia, querelata per lesioni
TERAMO. Dissidi tra famiglie, una sorta di faida finita nel sangue con una prima aggressione e poi con una seconda, ventiquattro ore dopo, messa in atto per vedetta. È il filo rosso dell’inchiesta sulle violenze dello scorso 8 e 9 settembre in città, rispettivamente in piazza Martiri della Libertà e in via Pannella, che hanno visto due persone finire in ospedale, un arresto per tentato omicidio e una denuncia per lesioni gravi. In queste settimane di indagini il sostituto procuratore Davide Rosati ha ricostruito, con il lavoro della Squadra mobile, la cornice dentro la quale si sono consumate le violenze che hanno portato in carcere un 21enne tunisino accusato di aver sferrato sette coltellate ad un connazionale davanti alla chiesa di via Pannella la sera del 9 settembre scorso. Per l’aggressore è stato chiesto il giudizio immediato: sarà processato a novembre e intanto i suoi difensori, gli avvocati Eugenio e Pietro Galassi, hanno depositato istanza di libertà al tribunale dell’Aquila. Il giovane vive a Teramo e da tempo lavora stabilmente come cameriere. Dovrà rispondere del tentato omicidio del connazionale 25enne, che invece vive in Francia e che sarebbe giunto in città per risolvere delle questioni famigliari. Qui si anniderebbe il movente dei fatti di sangue.
Il 25enne, infatti, la sera dell’8 settembre insieme ad altri sarebbe stato protagonista di una rissa tra due gruppi di tunisini a colpi di cinghiate e bottiglie in piazza Martiri: ad avere la peggio è stato il cugino del 21enne, finito in ospedale con una profonda ferita al petto causata da una bottiglia di vetro. Per lui 28 punti di sutura.
La vicenda avrebbe fatto scattare la vendetta la sera dopo: il 21enne avrebbe affrontato e ferito il 25enne con sette fendenti dandosi alla fuga. Rintracciato poche ore dopo, è stato inizialmente denunciato per lesioni e alcuni giorni più tardi è stato arrestato per tentato omicidio. Il ferito, dopo un periodo di ricovero, è stato dimesso ed è stato denunciato a sua volta per lesioni gravi. A presentare la querela è stato il cugino del 21enne, rimasto ferito nella rissa di piazza Martiri. Un passaggio che chiarisce ancor più e meglio i contorni dei due gravi episodi di sangue che hanno particolarmente scosso la città: fatti di questo genere, a distanza così ravvicinata, non si erano infatti mai registrati prima. L’allarme sicurezza si è così alzato e sono state predisposte delle misure ulteriori di controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine.
Quanto accaduto in via Pannella sarà ora al centro del processo: l’ imputato già nel corso dell’interrogatorio di garanzia aveva ammesso le sue responsabilità spiegando di aver agito mosso dal desiderio di vendetta per quanto accaduto al cugino la sera prima, specificando di non aver avuto intenzione di uccidere e dicendosi dispiaciuto per l’accaduto. Infine sarà da chiarire se, oltre a dissidi tra famiglie, ci sia anche la droga come movente. Durante la perquisizione, la polizia aveva trovato a casa del 21enne, che vive con altri due giovani, dieci grammi di hashish e un grammo di Mdma.
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