Fede o scaramanzia, in ottomila chiedono l’aiuto di San Gabriele

Affollato come ogni anno il santuario di Isola per il tradizionale appuntamento con gli studenti Momento clou la benedizione delle penne con le quali i ragazzi affronteranno le prove della maturità
ISOLA DEL GRAN SASSO. Cento giorni agli esami di maturità. È iniziato ieri, in un clima di festa, tra migliaia di penne al cielo per la tradizionale benedizione e tra raccomandazioni di sostegno a San Gabriele, il conto alla rovescia dei giorni che mancano alla prova per gli ottomila maturandi che hanno animato con la loro allegria il santuario di Isola del Gran Sasso. Un appuntamento, giunto alla 37ª edizione, che ha richiamato studenti da tutto l'Abruzzo e dalla regioni vicine, che si affidano a San Gabriele per superare i tanto temuti esami.
«Venire qui è una tradizione perché è un momento per riavvicinarsi alla religione e al nostro territorio, ma anche una sorta di rito scaramantico che speriamo ci porti fortuna», dicomo Alessia, Debora e Ottavia, tre studentesse di Chieti, sintetizzando lo spirito della giornata. Una giornata intensa baciata dal sole e trascorsa tra momenti di preghiera e raccoglimento – come la confessione, la partecipazione alla messa e l'incontro di preghiera del pomeriggio – e momenti di festa tra risate, animazione, musica e balli di gruppo. E non è mancato il benaugurale rito della benedizione delle penne che verranno usate negli esami. Nel piazzale davanti alla basilica i ragazzi si sono radunati con le penne in mano sollevate al cielo e nel momento in cui padre Natale Panetta, il rettore del santuario, ha distribuito l'acqua benedetta attraverso dei ramoscelli d'ulivo, si è alzato un grande grido di gioia. «La penna benedetta ci dà la forza per affrontare gli esami», ha detto Fabiana di San Benedetto del Tronto, «e spero proprio che San Gabriele ci aiuti e protegga in quei giorni». Fabiana di penne ne ha portate sei, ma in tanti ne hanno portate più di una e c'è chi ha addirittura ha fatto benedire l'intero astuccio. «Così sto più tranquillo e nel caso mi perdo la penna ho sempre tutto il resto che è benedetto», ha scherzato Antonio studente all'Iti Alessandrini di Teramo. E tante penne colorate con la scritta “Come San Gabriele dona la vita” sono state donate ai ragazzi dai volontari della Fidas Abruzzo per sensibilizzare alla donazione di sangue. Nei due stand Fidas sono state raccolte le “preghiere” che i ragazzi hanno scritto su dei fogliettini colorati che sono stati poi affissi in tre grandi pannelli posizionati all'ingresso del piazzale del santuario. E c'è stata durante la messa una grande adesione all'ora di “stand by tecnologico” chiesto dai frati ai ragazzi: un'ora con i telefonini spenti per ritrovare «una libertà di condivisione», come l'ha definita padre Panetta. Gli studenti hanno accolto volentieri l’invito perché, come ha specificato Alessia di Teramo «è giusto e rispettoso concentrarci e ascoltare il messaggio di San Gabriele». Una giornata che è trascorsa senza incidenti in un clima di serenità e sana baldoria non solo dinanzi alla basilica, ma anche negli spazi vicini dove si è scatenata la festa. I controlli delle forze dell'ordine a più livelli insieme all'ordinanza del divieto di vendita degli alcolici hanno funzionato. «Quella di oggi è stata una giornata bella sotto tutti i punti di vista e migliore degli altri anni», ha concluso Panetta, ma alcuni studenti non sembrano aver gradito: «Sono stati i “Cento giorni” più sobri degli ultimi cinquant'anni», ha detto un gruppo di ragazzi che frequentano l'istituto Pascal-Comi -Forti di Teramo, «è stata una giornata spenta e con troppi controlli».
Adele Di Feliciantonio
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