«Festival della follia senza invitare gli esperti locali»
TERAMO. Legambiente Teramo critica le modalità organizzative con cui è stato realizzato il Festival della Follia. La manifestazione, che si concluderà domani, ha visto il coinvolgimento di numerosi e...
TERAMO. Legambiente Teramo critica le modalità organizzative con cui è stato realizzato il Festival della Follia. La manifestazione, che si concluderà domani, ha visto il coinvolgimento di numerosi e importanti ospiti a livello nazionale, da Paolo Crepet a Vittorio Sgarbi, ma poca interazione con realtà ed esperti locali. «Ci sembra un'operazione di tipo “colonialista”, come se a Teramo non ci fossero intellettuali, associazioni culturali, professionisti e cittadini attivi», si legge in una nota dell’associazione ambientalista, «che possano validamente contribuire ad una nuova visione del futuro, una visione che sembra mancare alla politica e alle istituzioni locali». Legambiente Teramo ricorda sia una delle passeggiate dello scorso anno dedicate alla riscoperta dei luoghi della città, in cui fu protagonista l’ex ospedale psichiatrico, ma anche un più recente laboratorio che si è svolto il 18 aprile. In quest’ultima occasione sono stati elaborati diversi progetti per salvare dall’abbandono la struttura, come l’istituzione di un centro di documentazione sulla storia della psichiatria, una biblioteca intitolata al fondatore della società italiana di psicoanalisi Marco Levi Bianchini o, ancora, l’ipotesi di istituire un museo della mente. All’incontro, prosegue Legambiente, «ha partecipato anche la ricercatrice Annacarla Valeriano, che ha pubblicato un libro di grande interesse, “Ammalò di testa. Storie dal manicomio di Teramo (1880-1931)”, che documenta la ricchezza delle testimonianze cliniche ed umane. Non abbiamo visto il suo nome nel programma!». Come lei, secondo l'associazione ambientalista, sono stati tanti altri gli esperti e le personalità locali escluse dal festival.(c.d.g.)

