Filmava donne negli spogliatoi In carcere ex istruttore di nuoto
Atri, la sentenza è diventata definitiva. Il 57enne arrestato perché deve scontare due anni anche per pedopornografia: in casa sua furono trovate 54mila fotografie di bambini
ATRI. I numeri sono da brivido, anche se in storie come queste basta un solo fotogramma per raccontare l’orrore. Otto anni dopo quei fatti e due anni dopo la sentenza della Cassazione entra in carcere l’ex istruttore di nuoto di Atri Amicangelo Capanna Piscè, 57 anni. Deve scontare due anni per detenzione di materiale pedopornografico e violenza privata. Nel 2009 nella sua casa furono sequestrate 54mila foto di bambini dai 4 ai 12 anni abusati sessualmente e mille filmati di donne, tra cui ragazze minorenni, riprese negli spogliatoi della piscina.
L’uomo è stato arrestato dalla squadra mobile in esecuzione di un ordine di carcerazione arrivato dopo il recente pronunciamento della corte d’appello di Perugia intervenuta dopo che i giudici della Suprema corte hanno cambiato la formulazione del reato e rinviato gli atti alla corte d’appello di Perugia (competente per territorio su questioni riguardati la corte d’appello dell’Aquila) per la rideterminazione della pena.Per i giudici della Suprema Corte Piscè, in merito alla questione dei filmati in piscina, non poteva essere accusato di interferenze illecite nella vita privata, ma di violenza privata.
L’uomo all’epoca dei fatti era istruttore di nuoto nella piscina comunale di Atri. Aveva dunque facile accesso agli spogliatoi dove installava delle microtelecamere nascoste. Il materiale filmato in piscina venne scoperto nel giugno del 2009 quando Capanna Pisciè (difeso dall’avvocato Achille Ronda) venne coinvolto in una indagine nazionale sulla pedopornografia partita da Catania e arrestato con l’accusa di produzione e detenzione di materiale pedopornografico. Per questo episodio nel gennaio del 2010 l’uomo venne giudicato con il rito abbreviato dal tribunale dell’Aquila (competente per il tipo di reato contestato: in quell’occasione venne assolto dall’accusa più grave, quella di produzione di materiale pedopornografico per cui è prevista un pena da sei a dodici anni) e condannato a due anni per detenzione di immagini pedopornografiche scaricate da internet sul suo computer. (d.p.)
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