“Furbetti” del terremoto: maxi sequestro di soldi In 3 vogliono patteggiare

Nel procedimento ci sono venti indagati per indebita percezione Per l’accusa hanno usufruito di contributi senza averne i requisiti
TERAMO. La storia si ripete sempre e la violazione sistematica delle regole resta il filo conduttore dei post terremoti raccontati dalle cronache giudiziarie. La richiesta di tre patteggiamenti da parte di altrettanti indagati è il primo epilogo dell’ultima maxi inchiesta sui “furbetti” del sisma con il pm Andrea De Feis che, a conclusione di complesse indagini, ha chiesto il processo per venti cittadini, tra Teramo e Crognaleto, accusati di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.
Ovvero, secondo l’accusa, avrebbero ottenuto il Cas, il contributo di autonoma sistemazione, senza averne i requisiti. Alcuni, in particolare, avrebbero fatto risultare di avere la residenza nel paese quando invece ormai da tempo vivevano altrove. Di questi in tre hanno di recente chiesto di patteggiare. Ora l’ultima parola spetta al gup che dovrà decidere. Nel corso del procedimento giudiziario complessivamente sono stati sequestrati circa 450mila euro con indebite percezioni di 5mila, 10mila e 20mila euro. Sequestri che, in alcune occasioni, sono stati in parte annullati dal Riesame.
Il contributo di autonoma sistemazione, il Cas, è una misura destinata alle famiglie e al singolo cittadino la cui abitazione si trova in area in cui è vietato l’accesso (zona rossa), oppure è stata distrutta in tutto o in parte, o è stata sgomberata in seguito alle scosse. Il contributo può raggiungere un massimo di 900 euro mensili. A Teramo, ormai da tempo, svariati sono stati i procedimenti giudiziari aperti dalla Procura sul terremoto, a cominciare proprio da quelle che hanno fatto emergere casi di truffe o di indebita percezione.
Le inchieste, conseguenza di esposti e accertamenti delle varie polizie municipali, sono coordinate dal pool di magistrati. È evidente, e forse fin troppo scontato, che su questo fronte i fascicoli d’indagine siano destinati a crescere visto anche i numeri degli sfollati registrati nei vari comuni. Perché nei tempi della ricostruzione i “furbetti” dell’autonoma sistemazione aumentano e le inchieste si allargano toccando, oltre al capoluogo, anche altri centri danneggiati dal sisma. La chiave di volta investigativa per scovare i “furbetti” è un metodo ormai collaudato dal sisma dell’Aquila: l’incrocio dei dati che consente di capire se il contributo di autonoma sistemazione debba essere percepito. Fino a questo momento sono stati più di cinquanta i fascicoli già aperti dai pm del pool di cui alcuni definiti sia con processi in corso, sia con istanze di patteggiamenti.
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