Furti con raggiro a chi li aiutava Presi Bonnie & Clyde teramani

Arrestati a Roseto un uomo di Giulianova e la sua compagna di Atri: lei fingeva di essere incinta e di sentirsi male in strada, lui rubava cellulari e soldi agli automobilisti che si fermavano
ROSETO. Scrive il gip Roberto Veneziano nell’ordinanza di custodia: «Hanno approfittato di quel senso comune di solidarietà alla base di una società civile». Ed è in queste parole, più che nell’abusato confronto con Bonnie Parker e Clyde Barrow, i due criminali degli anni trenta passati alla storia semplicemente come Bonnie & Clyde, la chiave di lettura del provvedimento che ha portato all’arresto di F.D.G., 35enne di Giulianova e A.D.P., la sua compagna 21enne di Atri per furto aggravato.
Lei, facendo credere di essere incinta, fingeva di sentirsi male in strada con lui al suo fianco. E quando gli automobilisti si fermavano per soccorrerli scattava la trappola: lei continuava a fingere di stare male, lui frugava nelle tasche e nelle borse dei malcapitati per rubare cellulari e portafogli. Dieci i colpi messi a segni con tipologie diverse, ma sempre partendo da una richiesta di aiuto. I carabinieri, raccolte le prime segnalazioni, hanno subito capito che dietro ai colpi ci fosse la stessa mano. Anche se cambiavano spesso modus operandi e non davano punti di riferimento, ricorrendo a svariate tipologie di tecniche di adescamento delle loro vittime. A volte chiedevano un passaggio per raggiungere una località, in altre la donna fingeva un malore o di essere in stato interessante ed il giovane chiedeva un passaggio per l'ospedale o verso inesistenti abitazioni di genitori e parenti. In tutti i casi, i giovani, una volta a bordo dell’autovettura, conquistavano rapidamente la fiducia della vittima alla quale rubavano portafogli, telefoni cellulari, denaro contante e carte bancomat, che venivano utilizzati per eseguire rapidamente prelievi da istituti di credito ed uffici postali della zona, mentre telefoni e refurtiva di altro genere venivano rivenduti sul mercato nero. In altre occasioni i due giovani avvicinavano le vittime vicino alle stazioni ferroviarie o alle fermate di autobus con varie scuse tra cui quella di chiedere di poter fare una telefonata a parenti residenti nella zona. Successivamente facevano cadere, ovvero simulavano la caduta del cellulare della vittima, che preoccupata dei danni riportati perdeva di vista i propri bagagli che nel frattempo venivano svuotati dal complice. E ancora avvicinavano le vittime mentre effettuavano rifornimento self service di carburante e mentre uno distraeva ed intratteneva la vittima, l’altro agiva, asportando ogni oggetto di valore trovato nell’autovettura. Stessa sorte capitava a chi lasciava l’autovettura incustodita per qualche minuto per entrare in negozi per un acquisto veloce. I malviventi cambiavano spesso zona dove colpire, spostandosi tra i comuni di Giulianova, Roseto, Pineto, Mosciano ed Atri. Ad incastrarli telecamere e una certosina indagine dei carabinieri della compagnia di Giulianova guidati dal maggiore Vincenzo Marzo rimessa sul tavolo del pm Davide Rosati che ha chiesto ed ottenuto le ordinanze.
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